Intervista a Sandra Scarabottolo, amministratore di sostegno

Intervista a Sandra Scarabottolo, Amministratore di Sostegno

La storia di chi ha trasformato formazione e sensibilità in un modo nuovo di prendersi cura

Entrare nel mondo dell’Amministratore di Sostegno per molti è una scoperta. Per Sandra Scarabottolo è stata una chiamata interiore, un modo di guardare le persone fragili con occhi nuovi.

Quando racconta il suo percorso, Sandra parte da una semplice premessa:

“il sostegno non è solo un ruolo giuridico, ma un modo di essere accanto agli altri”.

Per lei, la nomina da parte del Giudice Tutelare, che costituisce la base formale del ruolo, è solo l’inizio di un cammino che si sviluppa nella relazione quotidiana con chi vive una difficoltà. La figura dell’Amministratore di Sostegno, nella sua esperienza, ha significato essere tutor, agevolatore, accompagnatore, qualcuno che siede accanto alle persone e le aiuta a orientarsi nella vita pratica.

Di fronte alla domanda su cosa serva davvero per intraprendere questo percorso, Sandra non parla subito di testi o di leggi, ma di sensibilità umana. «Ci vuole una certa carica umana» racconta con pacatezza, ricordando come spesso nelle sue giornate si sia trovata di fronte a situazioni che richiedevano  sia cuore che conoscenze tecniche e operative. Per lei, l’Amministratore di Sostegno non è qualcuno che “gestisce la burocrazia”: è qualcuno che accompagna una persona nei suoi momenti più fragili, con pazienza e dedizione.

Lo studio ha rappresentato per Sandra una parte fondamentale del suo percorso. Il corso di Amministratore di Sostegno presso l’Istituto Cortivo le ha fornito solide basi di legge, procedure e competenze tecnico-operative. «La parte nozionistica è stata ben strutturata», riflette, sottolineando come questa preparazione teorica abbia dato sicurezza alle sue scelte e alle sue azioni. Tuttavia, ci tiene a precisare che quello che distingue davvero un buon professionista non è solo la conoscenza, ma il modo in cui la si applica nella relazione con l’altro.

Nel corso della sua formazione, Sandra ricorda spesso un’idea: occorre “voler bene” alle persone con cui si lavora. Questo concetto ritorna con forza nelle sue parole, perché  come lei stessa racconta lavorare in questo campo significa entrare in dialogo con vite spesso complesse, dove ogni gesto e ogni decisione contano. E per fare questo, secondo lei, serve una grande dose di empatia e rispetto per l’altro.

Il ruolo dell’Istituto Cortivo nella sua preparazione è stato quello di accompagnare lo studente passo dopo passo: fornire strumenti chiari, spiegazioni accessibili e un percorso ben organizzato, che le ha permesso di affrontare con tranquillità una materia complessa ma fondamentale. La combinazione tra teoria e applicazioni pratiche ha offerto a Sandra una prospettiva solida da cui partire per affrontare il lavoro reale.

La sua testimonianza è la storia di una scelta che unisce preparazione e umanità. Per Sandra, fare l’Amministratore di Sostegno significa soprattutto stare con l’altro, essere presenti nelle difficoltà e saper ascoltare oltre le parole formali dei documenti.

La sua esperienza conferma che, quando la formazione incontra la sensibilità personale, può nascere una professione capace di fare davvero la differenza nella vita delle persone più fragili.