Intervista a Claudia De Clemente, assistente infanzia

Claudia De Clemente amava già i bambini a 18 anni, quando ha rifiutato un’ottima offerta di lavoro per continuare a fare la babysitter. Dopo un’esperienza in UK, altri impieghi nel mezzo e tre figli, è rimasta viva in lei una costante: l’amore per l’infanzia. Quando ha deciso di rimettersi a studiare, Claudia ha raggiunto ottimi risultati ed è riuscita a trasformare la sua passione nel suo attuale lavoro.

Claudia, qual è la cosa più importante che hai imparato durante questo percorso?
Ho capito che ogni bambino è un mondo a sé: ognuno ha una storia, a volte anche difficile, e la esprime in modi diversi. C’è chi diventa aggressivo, chi cerca continuamente il contatto, chi è diffidente. Ho imparato a “leggere” la comunicazione non verbale, a sentire tutto ciò che non viene detto, ma che, a orecchi esperti, si sente fortissimo.

«Sogno di aprire un Nido tutto mio, di continuare a crescere e a scoprire il mondo insieme ai bambini»

Istituto Cortivo ti ha aiutata a costruire le tue competenze durante lo studio?
Sì, tantissimo. Non sono mai stata bravissima nello studio, ma gli strumenti e le videolezioni mi hanno permesso di organizzarmi e di capire tutto al meglio. Questo percorso mi ha dato modo di conciliare lavoro, famiglia e formazione. Mi sono sentita supportata dall’inizio alla fine.

Com’è andato il tuo tirocinio?
L’ho svolto all’Asilo Mother Goose, in provincia di Roma, ed è stato bellissimo. Lo staff mi ha accolta subito con entusiasmo, nonostante provenissi da un mondo professionale completamente diverso. Questa scuola segue il Metodo Montessoriano, quindi lascia i bambini liberi di esplorare e io ho osservato molto e imparato altrettanto. Ho avuto la possibilità di lavorare con bambini dai 6 mesi ai 3 anni, seguendoli sia la mattina sia il pomeriggio: questo mi ha permesso di vivere l’intera giornata educativa e di costruire delle relazioni in tutte e tre le classi.

C’è un episodio che ti è rimasto nel cuore?
Sì, ho conosciuto un bambino molto aggressivo. Ogni volta che provavo a spiegargli con calma che un comportamento era sbagliato, mi sorrideva. Poi abbiamo scoperto che viveva una situazione familiare complessa. È quello che ho tenuto più in “osservazione”, e forse anche un po’ più stretto negli abbracci. Tutti i bambini sono uguali, ma alcuni hanno bisogno di qualcosa in più.

E poi hai ricevuto una splendida proposta di lavoro…
Esatto, mi hanno proposto di restare al Mother Goose e io ho accettato. Grazie al tirocinio ho vissuto un ingresso diretto nel mondo del lavoro.