Intervista a Ilaria Azzolini, assistente infanzia

 

Ilaria Azzolini ha scelto di rimettersi in gioco e di seguire il Corso in Assistenza all’Infanzia dopo aver svolto per anni mansioni diverse in ospedale. Oggi, ci racconta un percorso fatto di studio, di esperienza pratica e di piccole grandi conquiste quotidiane.

Ciao Ilaria, come mai hai scelto proprio il Corso in Assistenza all’Infanzia?
Ho due figli e quindi un’esperienza diretta con i bambini, ma soprattutto sento che questo mondo mi appartiene più degli altri. Dopo 17 anni in ospedale, avevo bisogno di seguire le mie inclinazioni più autentiche. Con il precedente lavoro ero nella mia zona di comfort, non avevo mai espresso la parte più profonda di me, quando ho deciso di cambiare tutto ho iniziato a sentirmi finalmente realizzata.

Com’è stato tornare a studiare?
Non è stato facilissimo all’inizio, erano tanti anni che non studiavo più. Però i libri di testo sono molto curati e i tutor sono sempre disponibili per rispondere ai dubbi. Anche le consulenze telefoniche sono rapide ed efficaci. La mia memoria ogni tanto ha vacillato, ma sono riuscita a studiare in autonomia, da casa e senza una preparazione specifica pregressa.

Pensi che il tirocinio abbia arricchito la tua preparazione?
Assolutamente sì. L’ho svolto all’Asilo Nido «Pulcino Ballerino», a Grosseto. All’inizio avevo un po’ di timore: era un ambiente nuovo, con bambini molto piccoli, dai 12 ai 36 mesi, e in pieno periodo di inserimento. Ma già dalla prima settimana ho instaurato un bellissimo rapporto con i bimbi, mi chiedevano di leggergli i libri, di cantare canzoncine. Sono stata seguita molto bene anche dalle Educatrici e ho potuto fare un’esperienza nelle classi dei bambini che vanno dai 3 ai 6 anni.

«È stata un’esperienza intensa e bellissima. Non pensavo che i bambini così piccoli potessero esprimere tanto affetto»

C’è un momento che ti ha colpita più di altri?
Sì, mi ha colpita una bambina di circa 16 mesi che era molto legata alla mamma. Un giorno, al momento dell’uscita, invece di correre dai genitori ha voluto restare ancora un po’ con me. Per me è stata una conferma enorme, per lei una grande conquista.

Cosa stai facendo ora?
Continuo a dare una mano al «Pulcino Ballerino», c’è l’intenzione di confermarmi una collaborazione continuativa e questo mi rende molto felice e fiduciosa.