Intervista a Aurora Amoruso, assistente infanzia

C’è un solo modo per lavorare con i bambini: partire da una grande passione. E Aurora Amoruso ha fatto proprio questo. Per anni, ha lavorato come babysitter,come aiuto ai campi estivi e come supporto in alcune strutture educative. Ha poi scelto di completare il suo percorso con Istituto Cortivo per ottenere un titolo che le desse un ruolo più solido.

Ciao Aurora, com’è andato il tuo percorso di studio?

È andato benissimo. Non ho mai fatto lezioni private con il tutor, ma i webinar e le lezioni di gruppo mi hanno aiutata tantissimo. Ho usato molto le mappe concettuali e sono riuscita ad acquisire le  competenze previste in tutte le materie. Ho avuto un po’ di difficoltà in sociologia, ma nulla che non potessi superare. Sono contenta soprattutto perché riuscita ad organizzarmi in completa autonomia.

E il tuo tirocinio com’è andato?

L’ho svolto all’Asilo Nido “Un sorriso con il cuore”, in provincia di Siracusa. Conoscevo già il contesto e mi sono inserita molto bene. Ho fatto tantissime ore tra gruppo Nido e Primavera, ma poi ho scelto di restare con i più piccoli: mi sento più affine a loro, mi emoziona vederli crescere.

«Qui abbiamo insegnato a tanti bambini a camminare, ogni volta è una soddisfazione immens

Qual è la cosa più importante che hai imparato da questa esperienza?

L’importanza della comunicazione con i genitori. Il rapporto tra Asilo e famiglia è fondamentale, solo parlando si possono risolvere le difficoltà e migliorare la routine dei bambini. E poi ho capito che bisogna sapersi adattare sempre. Si potrebbe pensare che un metodo funzioni con tutti perché è stato efficace con i propri figli, ma ogni bambino è diverso, bisogna reinventarsi continuamente.

C’è una vicenda che ti è rimasta nel cuore?

Un bambino di 10 mesi che è arrivato da una casa famiglia e che si è legato tantissimo a me. È stato un legame spontaneo che mi ha sorpresa e arricchita molto. E poi un altro piccolo, molto attaccato alla mamma, che all’inizio si disperava al distacco e che, lavorando con i genitori, è migliorato tantissimo. Oggi si illumina appena ci vede.

Dove lavori in questo momento?

Continuo nella stessa struttura, con gli stessi bambini. Il penultimo giorno di tirocinio mi hanno chiesto di restare: anche se dovevo ancora dare l’esame finale, mi hanno confermata subito. È stato un inserimento diretto che non mi aspettavo e che mi ha resa molto felice.

«Ho sempre sognato questa vita e ora, finalmente, è realtà»