Come dire al proprio figlio che è stato adottato

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Suggerimenti pratici per dire al proprio figlio, piccolo o adolescente, che è stato adottato.

Hai adottato un figlio e hai il timore che lui, crescendo, possa sentirsi diverso, escluso, solo? È una paura normalissima per tutti i genitori che intraprendono questo percorso, ma per evitare sorprese future troppo grandi da superare è importante ricordare ai bambini e ai ragazzi adottati quali sono le loro origini, senza nasconderle.

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In questo articolo, vediamo insieme qualche suggerimento per spiegare ai bambini molto piccoli e agli adolescenti la loro vera storia.

SE IL BAMBINO È ANCORA MOLTO PICCOLO

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Raccontagli una storia
Se tuo figlio è ancora piccolo (fino ai 10 anni), spiegagli le sue origini raccontandogli una storia: inventa un personaggio che assomiglia al tuo bambino e percorri con lui la sua stessa storia. Ad esempio: «Alberto, lo scoiattolino bianco neve, viveva in una famiglia di scoiattolini tutti castani. Anche lui amava rotolarsi nell’erba e guardare i cartoni in televisione, ma un giorno decise di partire alla ricerca degli altri scoiattolini bianchi come lui. Ed è qui che inizia la sua storia… ».

Disegna il suo Paese di origine
Tuo figlio deve crescere consapevole delle sue origini perché queste lo aiuteranno a capire meglio le sue inclinazioni e ad amare le sue radici. Aiutalo a visualizzare il luogo fisico in cui è nato, facendo magari prima una piccola ricerca sui luoghi, i monumenti storici, gli animali e i piatti tipici del posto.

Anche un bel viaggio sarebbe l’ideale, ma prima prepara tuo figlio con calma, crea un po’ di attesa per entusiasmarlo e aiutarlo a sostituire gli eventuali futuri rancori o dubbi verso le sue origini con ricordi positivi e spensierati.

SE TUO FIGLIO È UN RAGAZZO

Come-Dire-Figlio-Grande-Adottato Come dire al proprio figlio che è stato adottato

Se tuo figlio è grandicello, puoi parlargli apertamente della questione, ma dovrai farlo in modo molto delicato, soprattutto se hai rimandato a lungo la sua vera storia. In questo caso, è meglio farsi accompagnare nell’impresa da una figura esterna, come ad esempio un mediatore familiare, capace di coordinare eventuali tensioni.

Una mamma di cuore Esistono molti tipi di mamme e di famiglie. Ci sono quelle biologiche e quelle «elettive». Spiega a tuo figlio che, anche se non ha il tuo stesso colore degli occhi, tu hai scelto di amarlo esattamente allo stesso modo di un figlio biologico, se non ancora di più. L’unica differenza è che tu sei una mamma di cuore e non di pancia.

Vuoi ricevere altri consigli per dire a tuo figlio che è stato adottato? Scrivici!