La mediazione familiare è obbligatoria?

La mediazione familiare è una scelta personale e non un’attività obbligatoria.

Affidarsi alla mediazione familiare per risolvere un conflitto, un momento difficile, una separazione o un problema relazionale all’interno della famiglia è una scelta molto importante che comporta necessariamente la volontà, da parte di tutte le parti coinvolte, di risolvere i contrasti e di stabilire un nuovo equilibrio.

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La mediazione familiare permette di affrontare dei disagi o dei periodi di cambiamento insieme a una persona esterna ai fatti, in un ambiente protetto e intimo in grado di promuovere un approccio positivo e di ridurre al minimo lo stress che potrebbe invece causare una situazione giudiziale.

La facilità con la quale permette di avviare una pratica di separazione, infatti, rende la mediazione familiare una valida opzione alternativa al divorzio giudiziale. Va tuttavia sottolineato che il compito principale di un mediatore familiare non è quello di rimettere insieme i pezzi della famiglia dopo un periodo di crisi, ma di raggiungere accordi duraturi durante un conflitto già in atto e che potrebbe creare problemi all’interno della famiglia.

In modo diverso dalla terapia di coppia e con tempistiche decisamente più ristrette, la mediazione familiare cerca prima di tutto di contenere al massimo le tensioni che possono nascere da un conflitto, cercando di raggiungere insieme delle soluzioni valide e vantaggiose per tutte le persone coinvolte, tutelando al tempo stesso i diritti e il benessere dei minori.

Per questi motivi, la mediazione familiare non può e non deve essere in alcun caso un’attività obbligatoria, bensì una scelta personale e consapevole che nasce dalla volontà di venirsi incontro e di risolvere nel modo più civile possibile eventuali contrasti.

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