Come parlare della morte ai bambini

Calma, pazienza e sincerità: alcuni consigli per capire come parlare della morte ai bambini (e non rispondere sempre a tutte le domande).

Prima o poi, quasi tutti i bambini si trovano davanti alla perdita di un nonno, di un amico di famiglia o di un animaletto domestico. E, prima o poi, i genitori si trovano davanti alla necessità di spiegare ai loro figli come mai non potranno più rivedere qualcuno che faceva parte della loro vita. «Dov’è andato il nonno? perché non torna? non vuole vedermi?»: sono solo alcune delle classiche domande che fanno i bambini davanti a un lutto. Mentre i più grandi si chiedono: «Come parlare della morte ai bambini?».

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Qual è il modo migliore per spiegare ai bambini, davanti alla perdita di un parente, di un amico di famiglia o di un animaletto, come mai non potranno mai più rivedere qualcuno? La risposta è più complessa di quanto si potrebbe pensare.

Il tema della morte è molto delicato, sia che coinvolga direttamente un bambino sia che lo affronti indirettamente, ad esempio attraverso l’esperienza di un amichetto. Rispondere alle loro domande è molto difficile perché tira in ballo ragionamenti complessi sulle proprie credenze, religiose o meno –> Scopri anche perché urlare ai bambini non serve!

Calma e pazienza: le chiavi per entrare in comunicazione con i bambini

Anche se noi adulti siamo convinti del contrario, i bambini capiscono molto di più di quanto crediamo e, prima di tutto, capiscono gli adulti osservando le loro reazioni, i loro gesti, il loro comportamento. Affrontare un tema come quello della morte non può che richiedere molta calma, per rispondere adeguatamente a tutti i dubbi dei più piccoli, ma anche pazienza, per non trasmettere un’idea negativa dell’argomento.

La morte, così come l’amore, la nascita, la vita, per quanto spiacevole è naturale e come tale deve essere affrontata. È sconsigliato invece inventare favole impossibili per rassicurare i bambini e proteggerli dall’idea dell’abbandono, come ad esempio che il nonno ha deciso di volare in cielo per guardarci meglio da lassù.

«Non sottovalutare mai i bambini, oggi come oggi stupiscono chiunque per le loro domande» Agostino Mauriello

Favole sì, ma reali

Le favole di fantasia possono essere delle ottime alleate per parlare della morte ai bambini. Non devono essere utilizzate per «nascondere» l’esistenza della morte, ma per spiegare in modo concreto e comprensibile ciò che accade realmente, senza mentire. 

Oltre ai classici «Bambi» e «Il Re Leone», uno degli ultimi film perfetti per affrontare l’argomento della morte insieme ai bambini è «Viaggio di Arlo», la storia dell’amicizia tra un bambino preistorico e un giovane dinosauro, entrambi reduci dalla perdita dei genitori.

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«Viaggio di Arlo» è un film d’animazione che racconta la storia tra un bambino preistorico e un giovane dinosauro che si sono conosciuti dopo la perdita di entrambi i genitori. Utilizzare le storie per affrontare il tema della morte con i bambini è un buon metodo per non rischiare di trasmettere messaggi fuorvianti o troppo complessi. L’importante è scegliere la storia giusta.

E se non sai cosa rispondere, ammettilo

È difficilissimo affrontare il tema della morte, per i bambini così come per gli adulti. Non sempre i genitori hanno le risposte a tutte le domande dei loro figli e, quando ce ne si rende conto, la cosa migliore da fare è semplicemente ammetterlo. L’occasione si presterà per far capire ai bambini che alcune domande sono semplicemente senza risposte.

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