Intervista a Ilaria Tessari, assistente ai disabili

Per Ilaria Tessari, aiutare gli altri è sempre stato un sogno e un obiettivo chiaro. Dopo un percorso come Assistente socio-sanitaria, ha deciso di continuare la sua formazione diventando Assistente ai Disabili insieme a Istituto Cortivo. Oggi Ilaria sta trasformando la sua vocazione in una lavoro concreto e che ama.

Ciao Ilaria, come mai hai scelto di lavorare proprio nell’ambito dell’Assistenza ai Disabili?

Dopo la scuola in assistenza socio-sanitaria, volevo continuare a studiare per completare la mia preparazione nell’ambito. Per me, è sempre stato un sogno aiutare gli altri, coltivo questo desiderio fin da quando ero bambina. La vita mi ha portata naturalmente verso il mondo della disabilità e ho capito che questo era il settore in cui volevo crescere.

Com’è andato lo studio con Istituto Cortivo?

Mi sono trovata davvero bene. I libri sono dettagliati, ma allo stesso tempo sono facili da comprendere e le lezioni sono state molto interessanti. Gli insegnanti e i tutor sono sempre stati pazienti e disponibili, pronti a rispiegare ogni argomento. Avevo molta ansia per gli esami orali, invece sono riusciti a mettermi a mio agio e a tranquillizzarmi. Inoltre, durante il percorso ho sempre lavorato e nonostante questo sono riuscita a conciliare studio e lavoro senza rinunciare a nessuno dei due.

Raccontaci la tua esperienza di tirocinio…

Ho svolto il tirocinio alla Comunità Alloggio di Viale Radich a Grugliasco, in provincia di Torino. Al tempo, lavoravo già per una cooperativa e, tra le possibilità, questa struttura era quella che sentivo più vicina ai miei interessi. Istituto Cortivo ha gestito tutta la parte organizzativa con grande precisione e io ho potuto concentrarmi sull’apprendimento, cosa che ha reso ancora più piacevole la mia esperienza. Ho capito che tra teoria e pratica c’è grande differenza: conoscere un concetto è importante, ma lo è altrettanto viverlo sul campo.

«L’ascolto attivo e l’empatia sono le basi di questo lavoro. Prima di tutto viene sempre la persona»

C’è un episodio che ti è rimasto nel cuore?

Durante un’attività di giocoleria in un centro diurno, c’era un ragazzo che non riusciva a eseguire un esercizio con la palla. Invece di spiegarglielo a parole, mi sono messa accanto a lui e ho guidato il movimento con le mie mani sulle sue. Dopo pochi tentativi ha capito il meccanismo ed è riuscito a continuare da solo. Ovviamente il risultato è il frutto di tante attività e di tante competenze messe insieme, ma per me è stata una soddisfazione enorme.

Cosa stai facendo ora?

Ho concluso il percorso da poche settimane e a breve sosterrò un colloquio per lavorare in una struttura residenziale che accoglie anziani con Alzheimer. Non vedo l’ora di iniziare questa nuova esperienza.

Hai un sogno particolare nel cassetto?

Sì. Un giorno mi piacerebbe aprire una struttura dedicata alle persone con disabilità. Che sia una comunità alloggio o un centro diurno lo scoprirò più avanti, ma so che quella è la direzione verso cui voglio andare.