Rapporto sui servizi per l’infanzia

Presentato il Rapporto di monitoraggio del Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi socio-educativi per la prima infanzia. Ecco i risultati di questi ultimi cinque anni.

“Con il Piano straordinario triennale avviato nel 2007 e con le successive Intese di riparto del fondo famiglia del 2010 e 2012, il dipartimento dedicato ai più piccoli ha stanziato a favore dello sviluppo dei servizi per la prima infanzia oltre 600 milioni di euro. Le regioni hanno contribuito cofinanziando con oltre 300 milioni. Considerando anche le altre iniziative statali, come la sperimentazione delle sezioni primavera e i nidi aziendali nella PA, complessivamente sono stati messi a disposizione dei territori oltre 1.000 milioni di euro, nell’ultimo quinquennio”.

Questo quanto si legge nella sezione dedicata alle “Politiche della famiglia” del sito del governo italiano. Pochi giorni fa, a Roma, è stato presentato l’ultimo “Rapporto di monitoraggio aggiornato al 31 dicembre 2011” che risulta interessante soprattutto per quanto riguarda l’incremento dei servizi pubblici dedicati all’infanzia – aumentati di oltre 55.000 unità rispetto al 2007 – mentre resta carente se osserviamo la distribuzione di questi stessi servizi nelle diverse regioni del paese.

A quanto pare, la percentuale di copertura dell’offerta varia tra il 24% nel nord e nel centro Italia, mentre si ferma al 7% al sud e nelle isole. Questa forte disparità discrimina e influenza fortemente il futuro dei bambini che risiedono in determinate regioni. I nidi e i servizi di assistenza sono, infatti, maggiori nel centro/nord dell’Italia, ma la maggior parte dei bambini che inizia con anticipo la scuola dell’infanzia risiede al sud. L’assistenza, insomma, resta appena sufficiente proprio dove la necessità è maggiore.

Come afferma il “Centro nazionale di documentazione e analisi per l’infanzia e l’adolescenza”, però, il rapporto rileva anche alcuni importanti aspetti positivi: “sulla base dei provvedimenti incentivanti del Governo legati al Piano straordinario si è determinato un rilevante grado di crescita del sistema. L’auspicio è che sia offerta continuità ai progetti di sviluppo, con particolare riguardo alle aree del Mezzogiorno, che registrano ancora uno svantaggio”.

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pubblicato il 01/10/2012