Gestire i dispetti tra bambini all’Asilo

La strategia per gestire i dispetti tra bambini all’Asilo ed educare i più piccoli alle regole del buon vivere comune.

È assolutamente naturale che succeda: prima o poi tutti i bambini sperimentano una fase durante la quale provano a imporsi sull’altro con i capricci e i dispetti. Ma prima di cercare il modo ideale per gestire queste situazioni è importante capire meglio quali motivi muovono un piccolo a comportarsi così.

Per farlo, è necessario passare del tempo a osservare il bambino, a conoscerlo e a ricostruire la sua storia al di fuori dell’Asilo. È una buona idea coinvolgere i genitori chiedendo loro informazioni sulla vita familiare, seppur con discrezione.

Perché i bambini si fanno i dispetti?

A volte, qualche cambiamento, come ad esempio l’arrivo di un fratellino o un trasloco in una casa più grande, può portare i bambini ad accumulare tensione. Ma non solo, anche un’alimentazione poco equilibrata, la mancanza di sonno o di cure possono causare gli stessi effetti sui bambini.

I motivi che possono portare i bambini a fare i dispetti
• trasloco in corso o appena finito
• arrivo di un fratellino
• mancanza di sonno
• dieta non equilibrata
• mancanza di cure e di attenzioni

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Come gestire i dispetti tra bambini

Dopo aver capito quali possono essere le motivazioni che portano i bambini a fare i dispetti agli altri, arriva il momento di riflettere su come rispondere.

Nel caso in cui non ci siano ragioni valide per giustificare questi atteggiamenti, la cosa migliore da fare durante i capricci è cercare di instaurare un dialogo parlando con calma al bambino e spiegando, con un linguaggio semplice a lui comprensibile, il motivo per cui determinati atteggiamenti sono da evitare.

E se i dispetti continuano?
Se i dispetti vanno avanti nonostante i dialoghi e la comprensione, non bisogna mollare, è il momento di dimostrarsi coerenti nelle proprie prese di posizione. Se è sbagliato tirare i capelli ai compagni, il bambino che non rispetta questa regola deve essere amorevolmente ripreso ogni volta che ripropone l’azione.

A questo punto, pianti e sfoghi non mancheranno di certo: va bene che sia così e che il bambino si senta libero di manifestare le sue emozioni. Appena capirà che questo comportamento non gli permette di ottenere quello che vuole, si fermerà e si correggerà da solo.

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