La Sindrome di Down e lo sport

Quanto conta fare sport per i bambini e i ragazzi con la Sindrome di Down?

Così come per tutti i bambini e i ragazzi, anche per chi ha la Sindrome di Down lo sport e l’attività fisica sono molto importanti. Per quale motivo? Fin dai primi anni di vita, i bambini con Sindrome di Down possono trarre grandi benefici dalle attività di fiosioterapia e di psicomotricità: queste attività, infatti, non li aiutano solo a sviluppare la coordinazione e i muscoli, ma anche a raggiungere un buon equilibrio psicofisico e a relazionarsi armoniosamente con il mondo esterno.

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Ecco quali sono le attività sportive che possono aiutare i bambini con Sindrome di Down, in età diverse, a sviluppare in modo sano la muscolatura e la coordinazione:

Dai primi mesi di vita ai 2 anni

Si tratta del cosiddetto periodo materno durante il quale i bambini sperimentano i primi movimenti coordinati, in aggiunta ai riflessi nucali. In questo periodo lo sport consigliato per i bambini con Sindrome di Down è il nuoto (in acqua dolce e insieme alla mamma) perché aiuta a sviluppare la resistenza respiratoria e i muscoli di tutto il corpo, favorendo la coordinazione.

Dai 2 ai 5 anni

Fino ai 5 anni i bambini si concentrano sullo sviluppo di movimenti più precisi e coordinati, associati a gesti fermi e decisi. A questa età si possono considerare vari tipi di attività sportiva, l’importante è che sia finalizzata al gioco e che permetta ai piccoli di associare il movimento a qualcosa di piacevole e di divertente.

Dai 5 ai 7 anni

A questo punto i bambini con Sindrome di Down potrebbero non aver raggiunto la stessa stabilità motoria dei bambini normodotati, ma ciò non toglie che anche loro possano sperimentare tranquillamente qualche sport di squadra. A questa età è consigliabile non concentrarsi ancora sulle attività focalizzate sulla competizione, per incoraggiare i bambini esclusivamente a divertirsi.

In base alle caratteristiche fisiche di ogni bambino, da qui in poi possono diventare decisamente fondamentali delle sedute di fisioterapia e di psicomotricità da affiancare ai momenti di gioco.

Dai 7 ai 12 anni

Dai 7 ai 12 anni l’attività motoria diventa molto importante perché getta le basi sulle quali il bambino svilupperà il proprio fisico durante l’adolescenza. Consigliamo quindi sport un po’ più complessi, come ad esempio il calcio, il basket, la pallavolo, l’equitazione (abbinata alla pet-therapy), il karate, il judo, il nuoto, la danza e la pallanuoto.

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