Luca, entusiasta e pieno di vita, è un ragazzo con Sindrome di Down che da un anno circa lavora come fruttivendolo a Milano, in un piccolo negozio di prodotti biologici sul Naviglio. Luca porta alta la bandiera delle persone con disabilità che lottano per far valere i propri diritti professionali e per far capire che, oltre alle disabilità, hanno anche moltissime potenzialità. Potenzialità che aspettano solo di essere messe alla prova.
La notizia dell’impeccabile Luca che accoglie clienti, suggerisce prodotti e incarta frutta fresca rimbomba tra i vicoli di Milano da qualche settimana. La storia non dovrebbe stupire così tanto come i giornali la dipingono: le persone con disabilità sono, e continueranno a essere, validi supporti in moltissimi ambienti lavorativi. Il ragazzo non è il primo, e di certo non è neanche l’ultimo, lavoratore con Sindrome di Down che dimostra di essere all’altezza della situazione e di saper gestire la pole position con i clienti.
Luca ha infatti alle spalle anni di lavoro come aiuto cuoco in una mensa scolastica e in un negozio di frutta e verdura. La crisi economica l’ha portato alla soluzione attuale, ma da quando ha concluso gli studi non si è mai arreso davanti alle difficoltà, ai giudizi affrettati delle persone prevenute e alle nuove sfide. Per arrivare al negozio, ogni mattina Luca prende un bus, il metrò e passeggia per qualche minuto in completa autonomia chiacchierando di quando in quando con passanti amichevoli o conoscenti della zona.
La testimonianza di Andrea, titolare dell’orto-frutta che ha accolto Luca un anno fa, vuole trasmettere il messaggio che lavorare con i disabili deve diventare sempre più una normalità, non una notizia da prima pagina per scuotere le chiacchiere del quartiere. Tanto più se alle aziende conviene: non mancano le agevolazioni per chi assume quote di riserva, ma anche multe salate per chi invece non raggiunge il numero minimo di lavoratori con disabilità nel proprio organico.




























