Gestire gli alunni con bisogni educativi speciali

Le nuove misure nella scuola per gestire alunni con bisogni educativi speciali.

Quando il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR) ha introdotto nella scuola il concetto di bisogni educativi speciali, il sistema di istruzione italiano è diventato un luogo di formazione e sviluppo uguale per tutti i bambini. È importante, infatti, gestire alunni con bisogni educativi speciali insieme ai compagni, grazie alla personalizzazione dei percorsi di studio e alla collaborazione tra gli insegnanti.

Leggi qui cosa sono i bisogni educativi speciali.

Gestire alunni con bisogni educativi speciali significa lavorare con bambini che presentano difficoltà nell’apprendimento dovute, ad esempio, all’autismo, alla dislessia, ai disturbi del linguaggio o psicologici. Le categorie comprese nell’area dei bisogni educativi speciali sono

• disabilità (legge 104/92);
• DSA, Disturbi Specifici di Apprendimento (legge 170);
• svantaggio socio-culturale;
• disturbi evolutivi dello sviluppo;
• alunni stranieri.

La classificazione dei bisogni educativi speciali si basa sul modello internazionale del funzionamento, disabilità e salute, l’International Classification of Functioning, disability and health. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha redatto questo documento (leggi qui la versione breve) nel 2002, basando la normativa sulla visione globale della persona e sulla “scuola inclusiva”.

Il concetto di inclusione comprende scelte metodologiche e attività organizzate per coinvolgere tutti i bambini nello stesso percorso didattico. Il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione (GLI)

• garantisce la partecipazione di tutti alla formazione scolastica
• rileva le situazioni problematiche
• fornisce consulenza per aiutare gli insegnanti e il personale della scuola a gestire gli alunni con bisogni educativi speciali
• predispone il Piano Annuale per l’Inclusività, uno strumento per la programmazione della didattica.

Del Gruppo di Lavoro per l’Inclusione fanno parte il consiglio di classe, il Gruppo per l’Integrazione Scolastica, operativo e di istituto, e il collegio degli insegnanti.

Fondamentale per gestire alunni con bisogni educativi speciali è anche il Piano Didattico Personalizzato, uno strumento di lavoro per gli insegnati e un documento che serve a informare le famiglie sul programma scolastico. Le scuole, inoltre, devono basare le loro attività formative, dedicate agli alunni con bisogni educativi speciali, sulla Legge 170/2010.

Grazie all’intervento del MIUR, nelle facoltà di scienze della formazione le Università hanno attivato corsi di perfezionamento professionale e master rivolti al personale della scuola. Dal 2011, infatti, in Italia sono nati 35 corsi e master in “Didattica e psicopedagogia dei disturbi specifici di apprendimento”.

Qui è possibile scaricare un CD con materiali cartacei e digitali, utilizzati come supporto per gestire alunni con bisogni educativi speciali. Sono giochi didattici, suddivisi in base alle competenze da sviluppare nei bambini, per lavorare in gruppo e imparare divertendosi.

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