Aiutare i bambini con disabilità a scuola

I bambini con disabilità a volte hanno qualche difficoltà a integrarsi con i compagni di scuola e a partecipare alle attività quotidiane. I tagli agli istituti pubblici, con il conseguente calo delle ore di sostegno, non aiutano decisamente a migliorare la situazione. Tuttavia la scuola è spesso il primo ambiente esterno che frequentano i bambini e ha molta importanza per lo sviluppo, ecco perché è altrettanto fondamentale che tutti i bambini, indipendentemente dalle difficoltà che possono avere o dalla razza o dalla cultura di appartenenza, frequentino la scuola per poter incontrare i coetanei e socializzare senza essere emarginati.

Per aiutare il tuo bambino a integrarsi nell’ambiente scolastico, puoi chiedere consiglio ai suoi insegnanti: loro sapranno ad esempio segnalarti i compagni di classe che giocano più frequentemente con lui durante le ore scolastiche, o quelli più tranquilli e disponibili. Starà poi a te fare il primo passo! Potresti invitarli per una festicciola, oppure proporre un’attività da fare tutti assieme scegliendo tra quelle che il tuo bambino preferisce, o nelle quali si esprime al meglio. Sarà per lui una buona occasione per “giocare in un terreno sicuro”, per i compagni l’occasione per passare un pomeriggio diverso e per te l’occasione per stringere legami con gli altri genitori.

L’integrazione scolastica naturalmente non si esaurisce nella semplice “collocazione” del bambino in una struttura; per far sì che si senta a suo agio in un ambiente di studio, deve avere la possibilità di comunicare in modo attivo e propositivo con i compagni. È quindi bene assicurarsi che sia seguito da un sostegno affidabile, costante, ma soprattutto capace di affrontare i disagi in modo adeguato. È importante che tutti gli insegnanti imparino a conoscere il vostro bambino, e lo ritengano membro della classe a tutti gli effetti, e non un “bambino speciale con un insegnante speciale”.

L’ideale sarebbe che, compatibilmente con le sue necessità, il bambino potesse partecipare a tutte le attività della classe, vedendo valorizzati i propri punti di forza: spesso le materie artistiche e ludiche sono momenti preziosi di integrazione. Alcuni ragazzi hanno ad esempio una manualità molto sviluppata e questo può farli eccellere nel disegno, oppure nel collage, nel modellismo e molto altro ancora.

Si possono anche predisporre giochi e attività di gruppo in cui più ragazzi collaborano tra loro per svolgere lo stesso compito come, ad esempio, un disegno, una poesia, un racconto scritto, oppure la lettura di un libro.

Se la scuola o l’asilo che frequenta tuo figlio non seguono queste minime regole educative, il suggerimento migliore che possiamo darti è parlare con le maestre, o, se c’è, con la psicopedagogista della scuola: spesso il problema è legato all’inesperienza dell’insegnante e alla scarsa conoscenza del tuo bambino.

Se però il problema persiste può diventare necessario cambiare istituto e sceglierne uno dove il tuo bambino può avere l’occasione di crescere sviluppando le sue abilità.

Ricordiamo infine che secondo la legge italiana qualsiasi persona con disabilità, non solo può ovviamente iscriversi e frequentare scuole di ogni ordine e grado, ma deve anche essere messa nelle condizioni di trarne il miglior profitto possibile.

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