Perché gli anziani non vogliono mangiare e altre domande sul rifiuto del cibo nell’anziano istituzionalizzato.
Secondo le statistiche, la malnutrizione sembra essere una delle cause principali del decesso di un anziano istituzionalizzato su tre. Il rifiuto del pasto può essere involontario, quindi dovuto a complicazioni fisiche funzionali, oppure volontario. Mentre nel primo caso la questione è facilmente compensabile, nel secondo è molto più complessa e tira in ballo dinamiche e aspetti psicologici tutt’altro che sottovalutabili.

Perché gli anziani non vogliono mangiare: le possibili cause
Le cause che possono portare un anziano istituzionalizzato a rifiutare periodicamente il pasto possono essere molteplici, tra cui:
• depressione;
• difficoltà ad accettare lutti e cambiamenti della vita;
• insufficienze renali, cardiache, epatiche;
• malattie polmonari croniche;
• tumori e trattamenti chemioterapici o radioterapici;
• assunzione di antibiotici che alterano l’appetito;
• difficoltà nella masticazione e nella deglutizione.
Davanti a un anziano inappetente, è dunque importante individuare subito le possibili cause che possono aver alterato l’appetito. Che siano cause involontarie o volontarie, in ogni caso non vanno mai assolutamente sottovalutate –> Scopri quali sono tutte le cause del dimagrimento improvviso negli anziani!

Le conseguenze della malnutrizione nell’anziano istituzionalizzato
Se la malnutrizione si protrae nel tempo e non viene affrontata adeguatamente, può causare:
• dimagrimento costante;
• debilitazione e perdita delle forze;
• carenze nelle difese immunitarie;
• deperimento fisico;
• estensione di malattie, come ad esempio alcuni tumori;
• infezioni e patologie.
Da non sottovalutare anche un altro aspetto progressivamente debilitante della malnutrizione: quando l’inappetenza si protrae, il rifiuto inizialmente volontario dell’anziano può trasformarsi in un problema fisico funzionale e rendere dunque impossibile l’alimentazione autonoma.
«L’uomo è ciò che mangia»
(Ludwig Feuerbach)
Come affrontare l’inappetenza volontaria negli anziani
Per quanto riguarda l’inappetenza volontaria degli anziani, le procedure per determinare delle ipotesi di intervento prevedono, prima di tutto, l’analisi della persona interessata, le cause della sua condizione e la realizzazione di un piano individualizzato. Ogni scelta, inoltre, deve essere discussa in equipe insieme al medico curante, o da un professionista idoneo, e ai famigliari.

Il piano d’intervento può essere stilato rispondendo prima di tutto ad alcune domande, tra cui ad esempio:
1. l’anziano mangia meno con l’avanzare dell’età per decadimento fisiologico?;
2. presenta senso di sazietà e di pienezza più rapido rispetto al passato?;
3. non accetta la struttura e la condizione di istituzionalizzato?;
4. rifiuta il pasto come forma di provocazione e di protesta?
La scheda completa fa parte dell’Indagine sul Rifiuto del Pasto nell’Anziano Istituzionalizzato (IRPAI) scaricabile gratuitamente cliccando qui.




























