Come comportarsi con un malato di Alzheimer

Assistere Malato Alzheimer

L’Alzheimer è una malattia che, oltre a cambiare l’esistenza della persona che ne soffre, coinvolge profondamente i suoi familiari e congiunti, influendo significativamente sulla qualità della loro vita. A ciò si aggiunge il dolore di vedere le persone che amiamo scomparire a poco a poco, per lasciare il posto a qualcuno che a stento ricorda il nome di chi ha vissuto con lui per tanti anni, giorno dopo giorno.

Il caregiver, ovvero chi si prende cura della persona affetta da Alzheimer, rischia di sentirsi oppresso dal peso dell’assistenza, di trascurare la propria salute e andare incontro a un esaurimento fisico e mentale. Per questo è fondamentale che il caregiver, ma anche chi non assiste direttamente l’anziano malato, continui a coltivare interessi, passioni, attività piacevoli che aiutino a svagarsi.

Per assistere un malato di Alzheimer nel modo migliore, gli esperti danno questi suggerimenti:

non abbandonare le attività di svago: il caregiver deve ricordarsi che, al di là della malattia, il mondo esiste ancora, che la vita continua. Se non gli è possibile staccare completamente per qualche vacanza durante l’anno, un paio d’ore a settimana saranno comunque un grande aiuto: ginnastica, uscite serali, compere, fine settimana in piscina o in montagna. Anche solo uscire di casa sarà un modo per recuperare le forze e non perdere il coraggio;

lasciarsi aiutare: i famigliari di un malato di Alzheimer tendono spesso ad affrontare tutto da soli, sobbarcandosi pesi a volte decisamente insostenibili e reprimendo i propri bisogni. Forse per timore che la persona amata si senta tradita, forse per problemi economici, tendono a non assumere aiuti qualificati. È invece importante, quando possibile, ricorrere al sostegno di qualche operatore sociale, oppure ai parenti: queste figure di sostegno possono diventare una risorsa preziosissima, anche solo per avere il tempo di andare a fare la spesa, in palestra, a godersi una passeggiata e mantenere i contatti con gli amici;

dare un po’ di fiducia al malato: a volte i parenti cercano di aiutare talmente tanto il malato di Alzheimer che in alcuni casi, senza rendersene conto, gli procurano non poche umiliazioni. È bene ricordarsi che il malato, prima di tutto, è una persona e in quanto tale può e deve lottare il più possibile per conservare la propria autonomia, per quanto limitata possa essere;

rispettare tempi e limiti della persona malata: l’Alzheimer dilata i tempi e la lentezza. Prima di iniziare qualsiasi attività con la persona malata, bisogna assicurarsi di avere tutto il tempo che serve per concluderla con calma. I pazienti non si rendono subito conto dei loro limiti e s’incaponiscono di fronte ad alcuni problemi. In questi casi, trovare formule alternative per eseguire alcune operazioni è la scelta migliore. Si consiglia inoltre di non sottolineare mai i limiti del malato di Alzheimer proprio per evitargli umiliazioni e per non abbatterlo. In ogni caso, è opportuno incoraggiarlo e rassicurarlo ogni volta che si abbatte o si chiude in se stesso.

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