Intervista a Tiziana La Perna

Tiziana La Perna di Civitavecchia (RM) lavora da tempo in una Casa Famiglia. Ha deciso di iscriversi all’Istituto Cortivo per accrescere le sue competenze e poter essere d’aiuto, in modo più mirato e professionale, ai bambini e ai ragazzi che segue.

Ciao Tiziana, quali esperienze hai fatto prima di iscriverti all’Istituto Cortivo?

Ho fatto tanti lavori per tanto tempo. Poco prima di iscrivermi all’Istituto Cortivo, avevo iniziato a lavorare nella Casa Famiglia in cui lavoro tuttora. Al tempo mi occupavo del pranzo, della gestione dell’ambiente, di fare compagnia ai ragazzi insieme all’Operatore di riferimento.

Come mai, a un certo punto, hai deciso di ricominciare a studiare?

Il responsabile della Casa Famiglia ha notato subito la mia predisposizione per quest’ambito e mi ha comunicato la sua voglia di investire su di me. Di conseguenza, io ho sentito il bisogno di specializzare le mie competenze per essere maggiormente d’aiuto, per riuscire a capire meglio di che cosa si parlava durante le riunioni d’equipe, per avere un vocabolario professionale adeguato a confrontarmi con gli altri professionisti.

«Ho scoperto il mio amore per l’Assistenza all’Infanzia per puro caso. E da allora non ho mai abbandonato quest’ambito»

È stato difficile, per te, coniugare studio e lavoro?

È stato molto impegnativo perché io ho anche una famiglia, dei figli. Diciamo che sarebbe stato diverso se avessi studiato nei tempi canonici, ma grazie all’Istituto Cortivo ho trovato la formula giusta e un ottimo compromesso che mi ha aiutata a coniugare perfettamente studio e lavoro. Infatti sono qui e ce l’ho fatta.

Come si svolge, oggi, la tua giornata lavorativa?

In questo periodo estivo, seguo i ragazzi anche durante la mattina perché non vanno a scuola. Andiamo al mare, curiamo l’igiene personale, mangiamo insieme, facciamo le pulizie. D’inverno, invece, è diverso perché li seguiamo anche nei compiti oltre che nell’attività sportiva e in altre attività. Gli diamo tutto quello di cui possono avere bisogno, comprese le visite mediche e i controlli.

«Lavorare con l’infanzia deve essere una grande passione, non un lavoro. Potrei fare tante altre cose, ma questa per me è una vera e propria vocazione»

Secondo te, qual è la caratteristica fondamentale che deve avere un Assistente all’Infanzia?

Prima di tutto, deve amare profondamente i bambini. Bisogna avere la capacità di vedere e di apprezzare i loro sforzi, anche i più piccoli. Nel mio ambito, i ragazzi che seguo hanno subìto tanti comportamenti negativi degli adulti e devono ricominciare tutto da capo. I loro cambiamenti non avvengono da un giorno all’altro, servono tempo, costanza e perseveranza.

 

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