Intervista a Rosellina Spitale

Rosellina Spitale ha 47 anni e ha appena trasformato tutta la sua vita professionale, personale e familiare. Subito dopo il Corso per Assistente all’infanzia e per Operatore multiculturale all’Istituto Cortivo ha iniziato a lavorare come Assistente per il trasporto dei bambini presso il Comune di Entracque (CN).

Ciao Rosy, cosa significa essere Assistente per il trasporto dei bimbi?

Prima di tutto, significa relazionarsi con tante fasce d’età diverse: ogni giorno, sto insieme a bambini dai 2 anni e mezzo ai 13 anni circa. Qui, le scuole elementari e medie sono in due Comuni diversi, quindi io e la mia squadra di collaboratori abbiamo il compito di aiutarli negli spostamenti.

La mattina, quindi, accompagno i bambini a scuola e, subito dopo, mi occupo anche del servizio di consegna dei pasti a 6 anziani. Alle 12.45 riportiamo i piccoli a casa per il pranzo e facciamo un altro viaggio a metà pomeriggio per chi ha avuto il rientro.

«Capire i bambini mi ha cambiato la vita. Grazie alle competenze che ho acquisito, anche il rapporto con mio figlio è migliorato tantissimo»

In che senso Istituto Cortivo ti ha cambiata?

Durante il Corso ho capito che, come mamma, avevo molte pretese nei confronti di mio figlio. Gli imponevo di studiare invece di mettere in atto strategie motivanti ed ero nervosa, impaziente di vedere risultati da parte sua. Istituto Cortivo mi ha cambiata totalmente e il rapporto con mio figlio ne ha beneficiato subito.

È stato molto difficile rimettermi a studiare a 47 anni, ma ora sto raccogliendo i frutti del mio impegno e ne sono entusiasta.

Il tirocinio ha completato la tua preparazione?

Il tirocinio è stato fantastico, l’ho svolto insieme all’Unità Pastorale Valle Gesso-Diocesi di Cuneo e a Don Alberto. Per tutto il mese di luglio, ho aiutato un team di animatori a divertire bambini di età diverse. Nel rispetto di tutte le attenzioni del caso per contenere l’emergenza Covid-19, l’esperienza per me è stata decisiva e così anche per i bambini.

«Chi vuole lavorare con i bambini deve imparare a osservare, ad ascoltare, a lasciare i problemi fuori dalla porta e a meravigliarsi anche delle cose apparentemente più semplici»