Intervista a Marilena Fantini

Marilena Fantini ha sempre avuto una grande passione nei confronti dell’Assistenza. Dopo una laurea in Sociologia, ha deciso di iscriversi all’Istituto Cortivo e, mentre mette a frutto la sua specializzazione per lavorare con i bambini, porta avanti anche un percorso per aiutare le persone con disabilità.

Come mai ti sei iscritto all’Istituto Cortivo dopo una laurea in Sociologia?

Nel corso del tempo, ho affinato e maturato i miei veri interessi. Per un po’ di temo ho provato a trovare spazio nel mondo del sociale, ma non c’era la possibilità, per una figura come la mia, di lavorare direttamente con i bambini e con i disabili. Restava un sogno irraggiungibile.

«Con l’Istituto Cortivo ho trovato un valido compromesso per mettere insieme vita privata, studio e lavoro»

Con quale realtà lavori in questo momento?

In questo momento sto lavorando nella Nuova Ludoteca Eta Beta di Paglieta, in provincia di Chieti. Si tratta di una struttura che offre Asilo Nido, Scuola Materna e servizi di Dopo Scuola. Io mi occupo dei bambini dai 3 ai 5 anni, li seguo nelle attività di gioco, canto, disegno; durante i pasti, le merende; li preparo per il riposino pomeridiano e ovviamente aiuto il team nella gestione degli ambienti.

E hai iniziato a lavorare con loro subito dopo il tirocinio. Una grande soddisfazione…

Assolutamente sì. Sono molto fortunata perché sono stata inserita fin da subito in un ambiente felice e armonioso. La struttura aveva bisogno di personale e dopo avermi osservata con i bambini, durante il periodo di tirocinio formativo organizzato con l’Istituto Cortivo, mi è stato proposto di continuare a collaborare.

«Oggi mi sento realizzata, ho trovato il mio posto.
Sono felice di aver seguito i miei sogni»

Secondo te, quali sono le caratteristiche fondamentali per fare il tuo lavoro?

Bisogna sentire dentro di sé il desiderio di entrare in relazione con gli altri. Lavorare con i bambini e con i disabili significa aver voglia di educare, seguire, valorizzare ogni più piccola conquista, comprendere l’altro e mettere in gioco tanta empatia. Non basta avere una predisposizione innata, è fondamentale anche acquisire una preparazione specifica, ma ciò che non può mancare è la passione.

 

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