Intervista a Manuela Cubito

Manuela Cubito di Torino ha sempre sentito una propensione per il mondo del sociale e un’empatia particolare per chi vive in situazioni di fragilità. Con l’Istituto Cortivo si è specializzata in Assistenza alle persone con Dipendenze e oggi coltiva questa passione nella stessa struttura in cui ha svolto il tirocinio.

Ciao Manuela, come mai hai scelto di specializzarti in Assistenza alle Dipendenze?

In passato, una persona a me molto cara ha avuto problemi di dipendenze. Standole vicino ho capito che per aiutare chi vive queste situazioni la dedizione e la propensione sono importanti, ma non sufficienti. Voler bene e dare conforto non è abbastanza, servono competenze teoriche e pratiche mirate.

«La formazione è essenziale nell’ambito delle dipendenze. Per aiutare chi ha questi problemi serve un’équipe di professionisti» 

Quando ho visto le materie che proponeva il Corso dell’Istituto Cortivo, non ci ho pensato due volte e mi sono iscritta subito. Scelta che farei di nuovo.

Raccontaci la tua esperienza durante il tirocinio

Ho svolto il tirocinio in un centro semi-residenziale di reinseriento sociale e lavorativo. Alla mattina, dopo il triage previsto dalle procedure di contenimento del Covid-19, accoglievo gli ospiti, facevamo una colazione comune e scambiavamo qualche chiacchiera per entrare in relazione.

A quel punto l’Assistente di riferimento distribuiva i compiti giornalieri, ognuno aveva i suoi incarichi: qualcuno doveva curare il prato, altri fare le faccende domestiche, altri ancora seguire un laboratorio di lavorazione del legno e via così. Io e gli Assistenti dovevamo osservarli, aiutarli, sostenerli nelle attività e monitorare la cura della loro igiene, delle attrezzature comuni, la costanza e l’iniziativa nello svolgimento dei compiti.

«L’Istituto Cortivo mi ha dato la possibilità di acquisire competenze indispensabili che mi mancavano e di dare quindi un futuro alla mia motivazione»

Quali sono, secondo te, le caratteristiche per lavorare nell’ambito delle dipendenze?

Oltre alla motivazione a alle competenze, bisogna trovare un buon equilibrio emotivo. Quindi non bisogna essere troppo freddi, ma neanche troppo coinvolti. È importante ricercare la gratificazione in se stessi, più che nelle persone assistite, perché bisogna sempre ricordare che si ha a che fare spesso con uomini o donne fragili, che vivono in condizioni difficili. Le ricadute fanno parte del percorso di guarigione.