Intervista a Lucia Berrino

Lucia Berrino di Larino (CB), mamma e moglie, si è iscritta al Corso dell’Istituto Cortivo per diventare Assistente all’Infanzia a 40 anni, senza smettere mai di lottare per realizzare il suo sogno di lavorare con i bambini.

Ciao Lucia, dove lavori in questo momento?

In questo momento lavoro al Centro Diurno «Il Melograno» di Larino, in provincia di Campobasso. È un Centro che ospita 7 ragazzi dai 7 ai 14 anni. In quasi tutti i casi, sono stati gli Assistenti Sociali a prevedere questo supporto per le famiglie che necessitino di supporto nel seguire i ragazzi nella loro istruzione. Noi li seguiamo nei compiti e in alcune attività ludiche e ricreative.

Come si concretizza il tuo aiuto nei confronti dei ragazzi del Centro?

Il Centro accoglie i ragazzi dalle 16.30 alle 18.00 e in questo orario li seguiamo principalmente nei compiti. Alcuni di loro hanno difficoltà accertate a livello cognitivo, quindi li affianchiamo a volte anche assieme a degli insegnanti in pensione volontari. Con la scuola, siamo riusciti nel corso degli anni a creare un vero e proprio ponte di interscambio di informazioni che ci permette di seguire una linea comune nell’educazione dei ragazzi.

«Avere la possibilità di rimettermi a studiare dopo i 40 anni, e con una famiglia, per realizzare il mio sogno è stata davvero una grandissima soddisfazione» 

Tra l’altro, condividiamo gli spazi con un gruppo di professionisti che seguono persone con disabilità e questo ci permette di sensibilizzare i nostri ragazzi anche nei confronti delle diversità attraverso piccole recite, giochi e occasioni d’incontro.

Lavorare nell’Assistenza all’Infanzia è un lavoro o una passione?

Deve essere una grande passione. Per me lo è senz’altro e ringrazio ogni giorno chi ha avuto fiducia in me e mi ha permesso di realizzare questo grande sogno che coltivavo da tutta la vita e che, per varie vicissitudini, non ho potuto concretizzare prima. Certo, alcune giornate possono essere più difficili e in altre ci si trova a rimettere tutto in discussione, ma la passione non deve mancare mai.

Quali sono, secondo te, le caratteristiche di un buon Assistente all’Infanzia?

Servono molta empatia per mettersi dalla parte del bambino, altrettanta pazienza e il desiderio di rimettersi in gioco. Non bisogna mai pensare di essere arrivati perché ogni bambino e ogni ragazzo ci apre un mondo nuovo. Può sembrare incredibile, eppure a volte sono io che imparo da loro.

«Per fare questo lavoro servono, oltre che un’adeguata preparazione, anche tanta forza di volontà e caparbietà. Con queste due caratteristiche, prima o poi i risultati arrivano»