Intervista a Giovanni Minnucci

Durante il Servizio Civile, Giovanni Minnucci ha scoperto il mondo dell’Assistenza ai Disabili. Per portare avanti la sua passione con professionalità e competenza, ha intrapreso il percorso all’Istituto Cortivo. Dopo aver svolto il tirocinio formativo alla UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti) di Ascoli Piceno, ha deciso di continuare a collaborare con questa Associazione.

Ciao Giovanni, com’è essere Assistente ai Disabili alla UICI?
È una grande soddisfazione. Quando svolgevo il Servizio Civile, mi occupavo della segreteria e delle attività d’ufficio, ma anche dell’affiancamento agli specialisti durante le attività con i ragazzi.

Ora le mie responsabilità sono diverse perché ho completato il mio percorso di studi, ho acquisito delle competenze specifiche e un anno di esperienza nel settore. Quindi svolgo anche servizi di assistenza domiciliare, in particolare in questo periodo sto aiutando un bambino ipovedente durante le attività di studio e di gioco. L’obiettivo, ovviamente, è sempre promuovere la sua autonomia sviluppando il suo potenziale.

Sono inoltre presente alle attività dell’Associazione e durante i campi estivi.

«L’Istituto Cortivo ha reso possibile il mio sogno. Volevo lavorare nel mondo del sociale come Assistente ai Disabili e ci sono riuscito»

In che modo l’Istituto Cortivo ti ha aiutato a realizzare il tuo sogno di lavorare con i disabili?
Istituto Cortivo mi ha dato competenze mirate, ampie e importanti. La cosa che ho amato di più è proprio la varietà degli argomenti trattati durante il Corso: anatomia, psicologia, patologia, farmacologia, per citarne solo alcuni.

Sono temi che incontro quotidianamente nella realtà della professione. Se sono in grado di aiutare concretamente le persone, di riconoscere una disabilità e sapere come intervenire, di comprendere al volo i punti di debolezza di una persona che ha bisogno di Assistenza è grazie a quello che ho imparato durante il Corso.

«Per lavorare con i disabili bisogna andare al di là delle apparenze. Troppo spesso ci si ferma davanti ai limiti delle persone senza riuscire a vedere le grandi abilità che hanno»