Intervista a Giada De Santi

Allegria, passione e pazienza: sono queste le tre caratteristiche fondamentali, secondo Giada De Santi, per lavorare con i bambini e con i disabili. Giada si è specializzata all’Istituto Cortivo e, oggi, porta nel mondo dell’Assistenza, e all’Interno della Cooperativa Sociale Squero di Venezia, il suo inesauribile entusiasmo.

Ciao Giada, tu stai lavorando nella stessa Cooperativa in cui hai svolto il tirocinio formativo. Sei soddisfatta del tuo percorso?

Per me è veramente un onore poter continuare a lavorare alla Cooperativa Sociale Squero. Prima ancora di concludere il tirocinio formativo, mi hanno inserita all’interno dell’equipe senza nessuna esitazione. Per me è davvero importante meritarmi i risultati che ottengo ed è per questo che, durante il tirocinio, ce l’ho messa davvero tutta, cosa che continuo a fare anche oggi.

«Mi sono iscritta all’Istituto Cortivo perché desideravo approfondire la mia cultura nell’ambito dell’Assistenza all’infanzia e ai disabili e diventare una persona competente, in grado di aiutare concretamente gli altri»

Quando hai capito che dovevi lavorare con i bambini e con i disabili?

Penso proprio di averlo sempre saputo. Fin da piccola, ho sempre avuto la propensione ad aiutare gli altri. Per diversi motivi, ho dovuto intraprendere studi di altro tipo, ma quando ho concluso il percorso alle superiori, ho deciso di seguire finalmente la mia vera vocazione.

Non mi mancherebbero le opportunità per svolgere altre mansioni, visto che parlo fluentemente 4 lingue, ma desidero profondamente lavorare nell’ambito dell’Assistenza.

 

Raccontaci che cosa fai durante il giorno, al lavoro

La Cooperativa Sociale Squero si occupa soprattutto (ma non solo) di bambini con alcuni problemi: dai DSA all’ADHD, dall’autismo al ritardo mentale. Durante il periodo scolastico, aiuto i bambini in tutto ciò che riguarda lo studio e lo svolgimento dei compiti: realizziamo ricerche, ripetiamo concetti, prepariamo prove e interrogazioni. Visti i miei studi passati, io sono un riferimento soprattutto per lo studio e il ripasso delle lingue.

«Per lavorare con i bambini, bisogna volerlo davvero. Non è qualcosa che si può fare per avere uno stipendio»

La Cooperativa si propone anche come una sorta di «ponte» tra genitori e professori, migliorando il dialogo e la comprensione tra le due parti e, durante le vacanze, come punto di riferimento per i centri estivi.

Istituto Cortivo ti ha aiutata ad approfondire le tue competenze e a migliorare il tuo approccio?

Assolutamente sì. Senza l’Istituto Cortivo non sarei riuscita, ad esempio, a capire come relazionarmi con i bambini con autismo. Ma non riuscirei neanche a individuare autonomamente le difficoltà di ogni ragazzo che seguo, sarei costantemente dipendente da altri.

 

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