Intervista a Cristina Barresi

Cristina Barresi vive in provincia di Monza Brianza ed ha una lunga esperienza nell’organizzazione di spettacoli teatrali con i bambini. Quando ha iniziato il suo percorso all’Istituto Cortivo, ha deciso di mettere insieme il suo passato con l’Assistenza all’Infanzia e con l’Animazione.

Ciao Cristina, in che cosa consiste il tuo lavoro oggi?

Adesso lavoro alla scuola dell’infanzia «F. Aporti» di Senago, in provincia di Milano. Mi occupo di bambini dai 3 ai 5 anni, dal momento dell’accoglienza fino all’uscita pomeridiana. In particolare, li seguo durante il gioco libero e le attività programmate, come la creazione di lavoretti o la predidattica.

E come hai inserito la tua passione per il teatro nell’ambito dell’infanzia?

Fin da quando i miei figli erano piccoli, ho iniziato a collaborare con altri genitori nella realizzazione di piccoli spettacoli teatrali. Un po’ alla volta, questi spettacoli sono diventati un appuntamento fisso per i bambini e per le famiglie e io ho continuato a portare avanti l’impegno per anni.

Adesso, sto proponendo il teatro anche all’interno della scuola in cui lavoro, per organizzare con i bambini delle scenette educative a tema da presentare ai genitori o durante le festività.

«Il mio sogno è continuare a fare quello che sto facendo adesso: lavorare con i bambini in questa splendida scuola»

Stai lavorando nella stessa scuola in cui hai svolto il tirocinio, è una soddisfazione…

Assolutamente sì, mi trovo benissimo e sono molto felice dell’esperienza che ho fatto. Quando ho iniziato il tirocinio, potevo contare sulla mia pratica da mamma, ma adesso sono capace di fare molti più collegamenti e ho delle certezze fondate.

Secondo te, quali sono le caratteristiche per lavorare con i bambini?

Prima di tutto bisogna amarli tantissimo e poi bisogna fargli capire che per loro l’adulto è un riferimento da rispettare. È importante avere un ruolo chiaro, ma allo stesso tempo bisogna sapersi porre in modo allegro e sereno.

«Chi vuole lavorare con i bambini deve imparare a coinvolgere sempre e soprattutto i piccoli che si tirano indietro o che hanno delle difficoltà»