Intervista a Barbara Giroli

Barbara Giroli di Milano lavora da diversi anni in uno studio dentistico molto particolare. Una parte di questa realtà è dedicata all’accoglienza e all’accompagnamento delle persone con disabilità che necessitano di cure e medicazioni dentali. Oggi Barbara continua a lavorare in questo studio con una formazione specifica in Assistenza ai Disabili.

Ciao Barbara, raccontaci in che cosa consiste il tuo lavoro di Igienista Dentale e Assistente ai Disabili.

Lo studio dentistico in cui lavoro è davvero molto particolare. Il team ha strutturato un percorso di accoglienza, dedicato proprio alle persone con disabilità, che va dall’ingresso fino all’uscita dal centro. È molto importante, per chi convive con delle fragilità fisiche o mentali, potersi inizialmente confrontare con una persona neutra e mediatrice invece che direttamente con un operatore.

A volte, alcune persone più sensibili hanno paura e hanno bisogno di attenzioni in più, di essere rassicurate e tranquillizzate, di sottoporsi ai trattamenti con tempistiche diverse. Una figura come la mia, ma anche come quella di tanti altri volontari che frequentano lo studio, è essenziale. 

«L’organizzazione dell’Istituto Cortivo mi ha permesso di studiare mentre lavoravo, mi ha dato la possibilità di trovare un valido compromesso tra lavoro, vita privata e sogni per il futuro»

Come mai hai deciso di specializzarti proprio in Assistenza ai Disabili?

In realtà, io voglio dedicarmi nello specifico all’Assistenza dei bambini disabili, quindi molto probabilmente intraprenderò anche il percorso di Assistenza all’Infanzia dell’Istituto Cortivo. Amo tantissimo i piccoli e sento che è proprio questa la mia strada. Noi non ce ne rendiamo conto, pensiamo che il mondo delle disabilità sia lontano da noi e non riusciamo a realizzare che, invece, potremmo trovarci a farne parte da un giorno all’altro. Io voglio dare il mio contributo in questo senso.

Prova a dare un consiglio alla te stessa di qualche anno fa.

Io ho sempre avuto la vocazione per l’Assistenza, ma ho anche sempre avuto il timore di non essere adeguata. A un certo punto della mia vita mi sono incoraggiata a reagire, mi sono detta che se anche fossi riuscita a fare poco, quel poco sarebbe stato molto di più di niente. Ho iniziato da un piccolo passo alla volta, con l’intenzione di migliorarmi sempre, giorno dopo giorno.

«All’inizio, avevo paura di non essere all’altezza. Mi sentivo inadeguata e non volevo correre il rischio di sbagliare. Poi ho capito che, davanti a una persona che ha bisogno di me, tutto diventa chiaro e naturale»

Consiglierei quindi di buttarsi e di provare perché chi sente questa passione non si sbaglia. Consiglio anche di fare un po’ di volontariato per avere delle conferme e per aiutare i tanti operatori che hanno concretamente bisogno di una mano.