Relazione del Garante per l’infanzia: contro le violenze sui minori

Nella sua relazione annuale al Parlamento Italiano, il Garante per l’infanzia Filomena Albano ha lanciato in questo caldissimo mese di giugno un allarme circostanziato per l’aumento esponenziale di infanticidi, molestie, maltrattamenti, violenze sui minori, pedofilia e pedopornografia.

Il presidente della Camera dei Deputati, Onorevole Roberto Fico, presentando la relazione ha commentato che la violenza sui bambini «prova che il sistema di protezione non ha funzionato. Sono troppi i casi di bambini maltrattati e uccisi da chi li avrebbe dovuti proteggere».

Il Garante per l’Infanzia ha auspicato che la società riesca a intervenire prima che si verifichino le tragedie, intercettando le fragilità, sostenendo famiglie e genitori e facendo emergere il sommerso, il non detto: perché i casi di cui si parla sono infatti la punta di un iceberg di proporzioni molto più drammatiche. 

Secondo Filomena Albano servono al più presto una nuova classificazione delle violenze, più aderente a una realtà in continuo cambiamento, e una strategia generale e sovraregionale che parta da una formazione adeguata per chi lavora a contatto con l’infanzia, in modo da intercettare e segnalare con più efficacia le situazioni e i comportamenti più a rischio di violenze e abusi sui minori. 

Il Garante ha evidenziato anche la necessità di una maggior disponibilità di asili, centri per l’infanzia e in generale di strutture di accoglienza per i minori che permettano di garantire a tutti sufficienti standard di qualità nel servizio. 

Accogliamo le parole del Garante come un segnale che ci rafforza nel nostro senso di responsabilità formativa: da sempre, infatti, prepariamo assistenti all’infanzia, e più ingenerale alla persona, consapevoli della delicatezza e dell’importanza del loro lavoro. Questa consapevolezza del nostro ruolo sociale si concretizza ovviamente in primis nei nostri Cortivo Baby Planet, centri per l’infanzia di vera eccellenza, che spesso si sostituiscono alle insufficienti strutture pubbliche.

In Italia, infatti, non abbiamo certo bisogno di operatori non improvvisati, ma al contrario di assistenti all’infanzia pronti ad affrontare le situazioni più difficili e i casi più complessi con equilibrio, professionalità, competenza. E, aggiungiamo, con spirito di servizio, integrità morale, consapevolezza etica del proprio lavoro. 

Perché una società che non sa proteggere i suoi piccoli, non ha speranza di diventare o rimanere “grande”.

Scarica qui il pdf con il discorso integrale del Garante per l’Infanzia.