Intervista a Federica Turrin, allieva del Corso di Counseling

“Fin da bambina sono stata abituata a formarmi in ambienti ‘confortevoli’ – ricorda Federica Turrin di Padova – asilo, scuole elementari e medie al Collegio Dimesse e liceo classico all’Istituto Vescovile Barbarigo. Poi ho fatto il salto nel pubblico. Da sempre volevo fare l’avvocato e, di conseguenza, mi sono iscritta a Giurisprudenza all’Università di Padova. Sino a quando si è trattato di seguire gli studi non ho avuto alcun problema ma, dopo la laurea, quando si è trattato di intraprendere davvero la professione, ho deciso di restare in un ambiente ‘confortevole’, in famiglia, e di collaborare con lo studio di commercialista di mio padre”.

Continui a lavorarci?

“Sì, nel frattempo mi sono sposata e ho avuto un bambino, ho svolto la pratica forense, ma mai l’esame di stato e ho continuato la mia attività da libero professionista quale consulente aziendale e mediatore civile e commerciale, ed è proprio quest’ultima attività quella che più mi attrae”.

Perché?

“Mi piace pensare che le persone possono trovare una soluzione soddisfacente alle loro controversie per via extralegale, prima di ricorrere in giudizio. La mediazione è uno strumento nuovo, che in larga parte deve ancora esprimere tutte le sue potenzialità. Io ci credo molto e cerco di svolgere il mio ruolo con la massima professionalità possibile, stimolando le parti ad assumersi la responsabilità, a non affidarsi solamente a un parere tecnico, comunque importante, ma anche a capirsi, a capire insieme quale strada percorrere. Per questo ho frequentato numerosi corsi di formazione e sempre per questo sto frequentando il corso di Counseling dell’Istituto Cortivo“.

Come mai il Counseling?

“Perché sentivo l’esigenza di imparare a pormi nel modo più corretto, ad entrare in empatia con le persone, a gestire bene il rapporto con loro, a fare le giuste domande…”.

E adesso senti di aver fatto la scelta giusta?

“Senza alcun dubbio. Ho imparato a non preoccuparmi tanto di cosa devo dire ma di lasciare tutto il tempo necessario alle parti, cogliendo dubbi e prospettive, umori e sentimenti, proponendomi con discrezione al fine di renderle capaci di scegliere in piena coscienza il loro destino”.

Ottieni dei buoni risultati?

“Certo, vedo ogni giorno che, facendo riflettere le persone, si ricostruisce la relazione, si placa il conflitto e, anche se l’accordo non viene raggiunto subito, ricomincia un dialogo che promette di giungere a una conclusione positiva della divergenza”.

Quindi ritieni utile per un mediatore il corso di Counseling…

“Utilissimo, non solo per il mediatore ma per tutti. Ritengo che un corso di Counseling dovrebbe essere fatto ai bambini delle elementari: cambia la vita, insegna un modo di essere che dovrebbe essere la base del vivere civile, grazie al quale si potrebbe davvero sperare in un mondo migliore. Anzi, le dirò, man mano che la formazione andava avanti l’aspetto professionale diventava sempre meno importante, sentivo che il corso mi stava facendo bene dal punto di vista personale, adesso sto meglio con gli altri e, come per contagio, vedo che anche gli altri stanno meglio con gli altri. È meraviglioso, ho trovato davvero molto più di quanto mi aspettassi: ogni incontro è per me un momento di commozione positiva. Recentemente, ad esempio, ho partecipato a una giornata dedicata alla scrittura autobiografica, un’esperienza forte e significativa, mi sono sentita fortunata di essere lì a pensare e scrivere di me, a condividere esperienze, ad ascoltare testimonianze, bellissimo, davvero!”.