Intervista ai partecipanti del seminario «Il ruolo della qualità affettiva nell’approccio alla persona»

Sara, Marco, Sonia, Daniela e Santina: sono cinque allievi dei tanti entusiasti allievi dell’Istituto Cortivo che, il 4 novembre scorso, hanno partecipato al Seminario «Il ruolo della qualità affettiva nell’approccio alla persona». Ecco come hanno vissuto questa giornata di scambio e di formazione umana e professionale.

 

Sara Segat, futura Assistente all’Infanzia

«Con i bambini, il concetto di “buon contatto” è importantissimo perché ti permette di entrare in contatto con loro senza barriere» 

Marco Allari, futuro Assistente all’Infanzia 

Dal punto di vista personale, questo seminario mi ha insegnato a ricevere affetto dandone agli altri. Dal punto di vista professionale, mi ha invece fatto capire che il rispetto va messo prima di tutto, che è fondamentale trasmettere empatia e al tempo stesso essere imparziali. Un’azione come quella di alzare una persona non autosufficiente, ad esempio, può diventare affettuosa, come un abbraccio. Deve però ovviamente restare entro certi limiti. 

«L’empatia, secondo me, è qualcosa che non si può imparare e che si traduce nel desiderio di fare concretamente del bene agli altri»

Sonia Ruffato, futura Counselor

Il 4 novembre, ho capito che se io mi ascolto riesco a essere più consapevole e presente, quindi anche a capire meglio gli altri. Cercherò di lavorare su me stessa in questo senso per migliorare il mio lavoro futuro.

 Se non c’è accoglienza ed empatia, non ci può essere relazione. Entrambe queste componenti sono fondamentali per percepire l’emotività dell’altro senza giudicare.

Daniela Pitea, futura Assistente agli Anziani 

Se ripenso a questa giornata, mi viene in mente un’esperienza unica. Le attività mi hanno stupita perché mi hanno fatto provare empatia e affetto nei confronti di persone che non conoscevo. Sono tornata a casa con una piacevole sensazione di apertura e di positività nei confronti degli altri.

«Questo Seminario in 3 parole? Riflettere, dare, ascoltare»

Nell’assistenza agli anziani, il «buon contatto» è decisivo perché aiuta a instaurare un rapporto più affettuoso con le persone e a farli sentire a loro agio anche nelle situazioni più delicate. 

Santina Cantoni, futura Counselor e Mediatore Familiare 

Nei miei ambiti, il concetto di «qualità affettiva» è al primo posto, sia per me come professionista, sia per le persone che potrò affiancare. Questo seminario mi ha dato la possibilità di lavorare su di me e sulla percezione che ho di me stessa, oltre che sulla sensibilità che devo avere quando mi approccio agli altri. 

«Un professionista dell’assistenza deve saper accettare gli altri senza pregiudizi. Padroneggiare questa capacità non è sempre facile, per questo ogni occasione per esercitarla è un’opportunità di crescita umana e lavorativa».