Intervista ad Antonio Di Giorgio

Nel sociale sin da quando sedeva sui banchi dell’istituto magistrale, il livornese Antonio Di Giorgio ha alle spalle una lunga esperienza come insegnante di sostegno recentemente rafforzata dalla frequenza del corso di counseling dell’Istituto Cortivo. Ma lasciamo a lui stesso il racconto della sua storia.

“In effetti, già quando frequentavo le superiori, per tre estati, stimolato dai miei insegnanti, ho collaborato ad iniziative sociali finalizzate ad assistere bambini e ragazzi disabili. Li accompagnavo nei centri ludici oppure nelle vicine spiagge a godere del sole, del mare, dello stare assieme… Poi mi sono iscritto alla facoltà di lettere all’università di Firenze, dove ho partecipato nei primi anni ’90 al movimento della Pantera: è stato un periodo molto interessante e formativo per me, che mi ha permesso di approfondire altri aspetti del mondo che mi circondava”.

E dopo la laurea?

“A partire dal 1996 ho insegnato e continuo ad insegnare tuttora. Dopo alcuni anni di supplenze in varie sedi ho fatto il biennio per specializzarmi come insegnante di sostegno e, dal 2000, ho iniziato a lavorare anche in questa veste. Per sei anni sono andato ogni giorno all’isola d’Elba, mi svegliavo alle tre di notte e ritornavo nel pomeriggio a Livorno, era dura ma dovevo farlo per stare vicino ai miei genitori che avevano bisogno della mia assistenza e vicinanza negli ultimi momenti della loro vita”.

Adesso sei a Livorno?

“Sì, continuo a Livorno la mia esperienza di insegnante di sostegno, al fianco di tanti bimbi e ragazzi in difficoltà in un contesto di alta fragilità sociale. Ogni giorno mi confronto con i tanti disagi di una società sempre più in crisi, spesso incapace di dare supporto ai più deboli, bambini e adolescenti depressi, autistici, tetraplegici, idrocefali, con sindrome di Down… Basilare in questi casi è soprattutto saper comunicare con i genitori, aiutarli anche nella scarsezza di risorse, sostenerli, non farli sentire soli con il loro problema. Per questo ho sentito la necessità di aumentare le mie potenzialità di relazione, motivo per cui nel 2005 mi sono laureato in teologia presso la facoltà Valdese di teologia, e così ho deciso di iscrivermi al corso di counseling dell’Istituto Cortivo“.

Come hai trovato il Cortivo?

“Attraverso una ricerca mirata in internet, ed è stata una scelta felice. Il prossimo marzo concluderò il percorso e devo dire che sono grato e soddisfatto dei risultati ottenuti. Oggi mi sento più forte, gli strumenti che ho acquisito mi hanno messo in grado di gestire autonomamente le più diverse situazioni mentre prima sentivo spesso il bisogno di essere rassicurato confrontandomi con i colleghi. Mi sono anche impegnato in un progetto che mi interessa molto”.

Di cosa si tratta?

“Si chiama Life Skills – Skills for Life, Educare e allenare le competenze di vita, ed è stato attivato dalla Regione Toscana. Dedicato agli studenti delle superiori, in particolare l’Istituto Vespucci-Colombo e il Liceo Enriquez, è un progetto sperimentale che durerà tre anni ed è finalizzato ad orientare i ragazzi ad astenersi dai comportamenti a rischio. Io sono tutor per due classi e le materie, se così possiamo definirle, sono la guida consapevole dei motorini, l’uso del casco, la consapevolezza dei rischi legati agli alcolici, al tabacco, agli spinelli e altre sostanze, alla sessualità senza precauzioni. In realtà si agisce sulle emozioni, attivando dinamiche mirate a gestirle in modo da individuare i problemi e trovare le giuste soluzioni. Sarò lieto a conclusione dell’iniziativa di condividerne gli esiti con i responsabili dell’Istituto Cortivo, che so interessati a tutto ciò che può favorire la crescita sana e responsabile dei nostri giovani”.