Intervista a Valentina Catalina Camen

Dopo la laurea in Psicologia conseguita in Romania, Valentina Catalina Camen si è trasferita con il marito in Italia a Camaiore, in provincia di Lucca. Prima di trovare uno sbocco professionale in sintonia con i suoi studi, ha però deciso di imparare bene la nostra lingua, una decisione che in qualche modo ha influenzato anche le sue successive scelte….

“Sì, perché per imparare l’italiano mi sono rivolta a un’Associazione di Viareggio che si occupava di varie cose. C’era anche la Casa delle Donne con un centro d’ascolto molto attivo per le donne con problemi di abuso e violenza. L’argomento mi interessava e ho chiesto di poter dare una mano come volontaria”.

Era il posto giusto anche per dare spazio alla tua professione di psicologa…

“Indubbiamente, anche se da tempo ero alla ricerca di una formazione più adatta al mio modo di essere, che mi fornisse strumenti più creativi e su un piano più spirituale. Ed è questo aspetto del corso di Counseling dell’Istituto Cortivo che mi ha convinto. Era proprio ciò che cercavo, strutturato per aree teoriche approfondite ma anche con incontri e seminari interamente dedicati alla meditazione e all’evoluzione personale”.

E ti sei subito iscritta!

“Sì, e da pochissimo ho terminato il mio percorso di formazione!”.

E il tirocinio?

“L’ho svolto presso la stessa Casa delle Donne, con cui continuo tuttora a collaborare. È stata un’ottima occasione per applicare le conoscenze che avevo appreso durante il corso. Trovo che oggi, per le problematiche esistenziali che più creano disagio e malessere nella nostra società, il counseling sia un approccio particolarmente efficace perché insegna alle persone ad essere più aperte, creative, meno ripiegate su se stesse, in grado di contare maggiormente sui propri punti di forza…”.

Raccontaci dei tuoi programmi.

“Attualmente, sempre con la Casa delle Donne, lavoro a dei progetti di prevenzione della violenza rivolti ai ragazzi: organizziamo laboratori anche ludici e insegniamo che in una relazione la violenza psicologica e fisica non è mai associabile all’amore. Inoltre mi occupo anche di iniziative finalizzate a raccogliere fondi da utilizzare per le donne che subiscono violenza, persone che hanno bisogno d’aiuto per ricominciare una vita nuova. Altre attività, retribuite con un rimborso spese, le svolgo in collaborazione con le Pari Opportunità e per progetti ministeriali”.

Cosa prevedi per il tuo futuro professionale?

“Ho un sacco di idee, anzitutto mi piacerebbe organizzare laboratori, attività e seminari indirizzati alle famiglie, agli adolescenti e alle coppie. L’obiettivo sarebbe quello di offrire nuovi orizzonti evolutivi per un più allargato benessere psicologico, individuale e sociale”.