Intervista a Carmela Cappelluti, Anna Selleri, Caterina Trentin, Elisabeth Johana Quintana Preciado

Carmela Cappelluti, Caterina Trentin, Anna Selleri e Elisabeth Johana Quintana Preciado sono 4 allieve dell’Istituto Cortivo che, il 18 marzo, hanno partecipato al nostro seminario “Conosci il buon contatto per creare relazioni salutari”.
Insieme, ci raccontano l’esperienza.

Carmela, tu sei arrivata da Bari per questo evento. Ne è valsa la pena?
Assolutamente sì, l’ho trovato molto interessante e positivo. Mi ha anche dato modo di conoscere altri studenti e di confrontarmi con loro. Con questo seminario, ho scoperto un altro mondo. Non avevo idea che il contatto potesse giocare un ruolo tanto importante nelle relazioni salutari. Io sono sempre stata molto discreta a riguardo, non avevo mai sperimentato le tecniche che ho scoperto durante questo incontro. Ora ho capito quanto può contare, nella creazione di un rapporto di fiducia, entrare in relazione con l’altro anche attraverso semplici azioni quotidiane.

Caterina, perché hai scelto di partecipare?
Io mi sono specializzata nell’ambito del Counseling e credo che il buon contatto sia assolutamente utile anche per me. Bisogna però saperlo modulare adeguatamente e questo corso mi ha chiarito tantissimo le idee. Ho partecipato prima di tutto per curiosità, sapendo che i seminari dell’Istituto Cortivo sono molto positivi e interessanti. E poi anche perché avevo già conosciuto la coordinatrice del seminario, Sandra Salmaso, in un’altra occasione e per me è davvero bravissima. Lo rifarei subito.

Anna, tu invece sei di Lecce e hai passato tanto tempo in Germania. Come hai vissuto questa esperienza?
L’incontro sul buon contatto mi ha fatto capire quanto può cambiare una relazione d’aiuto anche solo attraverso una carezza, un abbraccio. E questo a tutte le età, dal bambino all’anziano. Porta il rapporto a diventare più confidenziale ed emotivo. È stato un bel viaggio e lo rifarei senza pensarci due volte. Io ho vissuto per 21 anni in Germania e ho lavorato tanto tempo in ospedale, quindi prima di iniziare i corsi dell’Istituto Cortivo avevo già maturato delle competenze. Studiando ho capito che l’esperienza non è tutto, bisogna continuare ad aggiornarsi e a imparare.

Elisabeth, che tipo di esercizi pratici avete fatto?
Alcuni esercizi richiedevano di accarezzarci la faccia a vicenda o di farci dei massaggi alle mani, alle spalle. Inizialmente è stato davvero strano perché non ci conoscevamo e non è semplice da fare perché noi cresciamo pensando di non poter toccare qualcuno con cui non c’è un rapporto. Le persone che hanno bisogno di assistenza, invece, si trovano da un giorno all’altro a dover condividere la loro intimità con qualcuno di cui non sanno nulla. Quindi bisogna farlo con rispetto e con educazione, cercando di capire anche se l’altra persona ha difficoltà ad accettare la vicinanza. Mi è piaciuto anche capire che noi stessi dobbiamo praticare il “buon contatto” sul nostro corpo, anche solo massaggiandoci le mani, il viso.