Intervista a Paola Papotti

Per anni Paola Papotti, di Carpi in provincia di Modena, oggi Operatrice Socio Assistenziale per disabili con Attestato dell’Istituto Cortivo, ha lavorato nell’ambito del commercio ambulante. “Una dimensione – spiega – che nel tempo mi era diventata sempre più stretta. Di quell’ambiente non mi piacevano la superficialità dei rapporti anche se di positivo c’era il contatto con la gente. Si impara a vivere anche facendo i mercati, ma la mia strada era un’altra”.

E così, a cinquant’anni, hai deciso di cambiare: un bel coraggio…

“Ci pensavo da tempo, anche perché avevo già svolto attività di volontariato con i diversamente abili. Avevo bisogno di confrontarmi con un mondo centrato su rapporti autentici, meno materiali. E così ho scelto l’Istituto Cortivo. Ho trovato casualmente la sua proposta in internet e faceva proprio per me: potevo lavorare e al tempo stesso studiare comodamente a casa nel tempo libero. Non è stato per nulla facile riprendere gli studi, ma sono stata supportata dalla mia volontà e da una forte motivazione, alle quali si è aggiunta la disponibilità dei docenti che hanno capito la situazione e apprezzato il mio impegno”.

Il tirocinio com’è andato?

“Benissimo. L’ho svolto presso il Centro Riabilitativo ‘Emmanuel’ gestito dalla Cooperativa Nazareno, una struttura dove ho trovato persone molto in gamba, capaci di ascoltare e di ascoltarsi; un ascolto attento e profondo, fatto anche di silenzi. Un’accoglienza vera, che mi ha permesso, nonostante la mia riservatezza al limite dell’introversione, di dialogare ed esprimere il mio pensiero. È stata un’esperienza estremamente positiva, senza la quale non sarei riuscita a rimettermi in gioco”.

E il rapporto con gli utenti?

“Sono fantastici! Mi hanno fatto da specchio, grazie a loro ho potuto riflettere sulle mie debolezze e imparare a migliorarmi. Terminato il tirocinio, ho continuato a lavorare nei mercati frequentando il Centro come volontaria. Ho terminato la formazione a settembre del 2012 e a gennaio del 2013 sono stata assunta dalla stessa Cooperativa per lavorare presso il Centro Residenziale Psichiatrico Santa Teresa, sempre a Carpi. Ricordo ancora le parole che mi rivolse il presidente: ‘Voglio tirarti via dai mercati, sei molto più utile nel sociale!’. Ed è vero, tutta la mia vita è stata un percorso di ricerca, lungo il quale non sono mancati errori e sofferenze. Tutto questo mi ha fatto crescere indirizzandomi verso scelte più consapevoli e affini al mio modo di essere. Sono una persona che non ama le frivolezze. Io amo leggere, camminare nella natura, osservare, vivere nel silenzio…”.

Hai tutte le doti per prenderti cura degli altri, a partire da una particolare predisposizione all’ascolto attento. Raccontaci qualcosa del lavoro che svolgi…

“La nostra è una comunità residenziale per persone con problemi psichici, l’età varia dai 18 ai 60 anni. Gli utenti sono una decina e partecipano attivamente alla gestione della casa. È un lavoro impegnativo, che comprende anche il confronto in équipe. Ci vogliono delicatezza e capacità di mediazione”.

Se tu tornassi indietro, rifaresti la stessa scelta?

“Sì, superare tanti ostacoli e riuscire a portare a termine i miei obiettivi è stato gratificante e ha contribuito anche ad innalzare il mio livello di autostima”.