Intervista a Isabella Zolin

Isabella Zolin, di Arco in provincia di Trento, ha alle spalle una vita di assistenza agli anziani e all’infanzia. Due anni fa, ha scelto di specializzarsi anche in assistenza ai disabili per completare la sua preparazione a tutto tondo. A cinque giorni dall’Esame finale, ha iniziato a lavorare presso la Cooperativa Sociale di Arco: un’esperienza, la sua, da tempi record.

Ciao Isabella, come mai hai scelto l’assistenza ai disabili?
Diciamo che l’assistenza ai disabili era l’unico settore in cui non avevo sviluppato alcun tipo di competenza. Avevo già lavorato con gli anziani e con i bambini molto tempo, ma non mi sentivo preparata a capire le persone con disabilità.

«Ho sempre avuto una propensione ad aiutare gli altri. Credo che l’amore per l’assistenza sia qualcosa di innato»

Da dove arriva la tua passione per il sociale?
Quando ero piccola e vivevo ancora con i miei genitori, avevo un vicino sordomuto che mi cercava spesso per interagire. Io non avevo competenze per farlo, ovviamente, e poi ero una bambina, agivo d’istinto. Ma in qualche modo noi due riuscivamo a capirci. Nel tempo poi ho assistito diversi anziani, ho avuto dei bambini, e l’istinto di avvicinarmi alle persone che non venivano capite è sempre rimasto.

Quale motivazione serve per lavorare con i disabili?
La motivazione è la passione. E la passione non si può insegnare, o si ha o non si ha. Chi ce l’ha riesce a superare la paura di non farcela, oltre alle difficoltà di ogni giorno.
Ad esempio, il primo giorno di tirocinio all’ANFFAS di Arco, io ero certa di avere le competenze teoriche necessarie per lavorare con i disabili, ma sapevo anche che la pratica sarebbe stata molto diversa. Ero inevitabilmente preoccupata, ma la mia passione ha fatto tutto, mi ha incoraggiata a interagire, a provare, ad avere pazienza, a trasmettere la mia empatia, a capire.

Per lavorare con i disabili, bisogna essere spontanei e sensibili, avere molto rispetto per la persona, non bisogna cedere alla paura ed è fondamentale capire che le persone con disabilità sono persone come tutte le altre che fanno semplicemente alcune cose in modo diverso.

«C’è sempre qualcuno che può avere bisogno di aiuto e io voglio essere preparata ad aiutarlo»

Dopo il corso all’Istituto Cortivo, hai ricevuto un’offerta di lavoro in tempi record. Una bella soddisfazione!
Assolutamente sì, una bella soddisfazione. L’offerta però me la sono guadagnata: avevo già sondato il terreno presso la Cooperativa Sociale di Arco, prima ancora di concludere gli studi. Il mio lavoro mi sta dando davvero tante soddisfazioni, ho scoperto di avere un’inclinazione particolare per lavorare con i disabili.

Che cosa diresti a un ragazzo che vuole fare il tuo stesso lavoro?
Proprio perché ho provato tutti gli ambiti dell’assistenza, gli consiglierei di prendersi il tempo per provare tutto il più possibile. Certo, è anche importante capire le proprie propensioni e valorizzarle, ma nel tempo è fondamentale continuare a imparare e a collegare le competenze.

«L’assistenza agli anziani, ai disabili e all’infanzia sono tre realtà collegate, anche se molto diverse, perché hanno sempre a che fare con l’umanità e richiedono pazienza, rispetto, empatia. Ma richiedono anche preparazione»

Come ti senti quando vai al lavoro? E quando torni a casa?
Mi sento molto soddisfatta e valorizzata. Sto ricevendo molti complimenti, non solo dai diretti interessati, ma anche da chi mi guarda lavorare da fuori. Sto capendo quanto siano importanti le qualità che ho acquisito nel tempo, ma d’altra parte quando ci si pone agli altri con rispetto e sensibilità, in qualsiasi ambito, i risultati positivi non possono mancare.