INTERVISTA A CLAUDIO SANGALLI

INTERVISTA A CLAUDIO SANGALLI

Per Claudio Sangalli di Biassono, in provincia di Monza e Brianza, la perdita del lavoro, pur nella sua drammatica realtà, si è rivelata un’opportunità di trasformazione esistenziale e professionale. Disegnatore tecnico, nel 2009 è stato messo in cassa integrazione, un periodo “finestra” in cui si è chiesto cosa avrebbe potuto fare della sua vita… Oggi è un Operatore Socio Assistenziale presso un centro diurno per disabili gestito da una Cooperativa Sociale, uno sbocco lavorativo favorito anche dalla formazione acquisita con l’Istituto Cortivo.

“Quando nel 2009 sono stato messo in mobilità mi sono sentito disorientato. Attorno a me vedevo solo un mondo produttivo in crisi, che lasciava poche speranze di trovare nuova occupazione. È stato allora che, di fronte ai giorni vuoti che non sapevo come riempire, ho seguito il consiglio di un amico la cui figlia frequentava un centro occupazionale diurno per diversamente abili: mi chiese se mi sarebbe andato di fare del volontariato qualche ora alla settimana, avrei dovuto seguire le persone nel loro lavoro di assemblaggio di piccole parti meccaniche. Accettai e fu un passo decisivo…”.

Cosa è successo?

“Ho scoperto un mondo ricco di umanità, capace di ridimensionare qualsiasi problema. Ho visto persone gravemente disabili con il sorriso sempre pronto, piene di voglia di vivere, dalle quali si riceve molto più di quanto si è in grado di dare… Frequentare quell’ambiente mi ha non solo ricaricato umanamente, ma anche indicato un percorso di riqualificazione che non avrei mai pensato di seguire. È dalla mia esperienza di volontario che è nata l’idea di professionalizzarmi per lavorare nel sociale…” .

E di iscriverti all’Istituto Cortivo…

“Sì. Navigando su internet ho trovato l’Istituto con le sue interessanti proposte. Mi sono iscritto ed è andata piuttosto bene. Sono molto contento degli studi fatti perché ho ottenuto risposte formative all’altezza delle mie esigenze. Ho acquisito gli strumenti necessari per muovermi con competenza nell’assistenza ai disabili, senza i quali oggi non potrei lavorare come operatore presso il centro che mi ha accolto come volontario. Mi hanno infatti offerto un part time di venti ore, alle quali oggi se ne aggiungono altre presso una Casa Famiglia, sempre per persone disabili, dove svolgo alcuni turni di notte”.

Puoi raccontarci qualcosa del tuo lavoro?

“Si tratta di una struttura dove i diversamente abili possono trovare inserimento attraverso il lavoro. Gli utenti sono una trentina, affetti da disabilità fisica e psichica”.

Da disegnatore tecnico a OSA: un bel salto…

“Sono contento. Questo è un lavoro che mi gratifica profondamente perché mi fa sentire utile. Ha arricchito la mia vita non solo dal punto di vista professionale, ma anche relazionale. Oggi svolgo un lavoro dove importanti sono valori come l’ascolto, l’autenticità, il vero interesse per l’altro…”.

Quindi soddisfatto dell’Istituto Cortivo?

“Assieme al volontariato è stata la molla per reinventarmi il futuro. A chi oggi si trova senza lavoro consiglio come primo passo di dedicare un po’ di tempo al volontariato: può aiutare a ridare senso alla vita, per me ha rappresentato quella marcia in più che mi ha consentito di superare il disagio soprattutto psicologico provocato dal licenziamento”.