Intervista a Giuseppina Zompi’

Giuseppina Zompi’ di Sogliano Cavour (LE) si è specializzata sia in assistenza agli anziani, sia in assistenza ai disabili. La sua vera soddisfazione è fare del bene agli altri, soprattutto ai più deboli.

 

 

 

Come mai hai scelto queste due specializzazioni?
Amo moltissimo difendere le categorie più deboli. Questo a causa di alcune mie vicende personali che mi hanno portata a scegliere da che parte stare. 

«Per lavorare con gli anziani e con i disabili bisogna avere umiltà, pazienza, positività. Oltre ovviamente a delle buone competenze professionali»

Che consigli daresti a chi vuole intraprendere il tuo stesso percorso?

Consiglio di guardarsi dentro per capire se questo è davvero ciò che vogliono fare per gli altri. Non si tratta di fare solo un lavoro e di portare a casa uno stipendio ogni mese, si tratta di mettere le persone al primo posto anche e soprattutto nei momenti di difficoltà. 

Tu sei stata assunta dove hai svolto il tirocinio. Com’è andata?

Sì, è stata una grande soddisfazione. Ho svolto il tirocinio presso la Cooperativa Santa Rita di Soleto. Solo dopo pochi giorni ero operativa e coordinata con il resto del team, diciamo che è nata da subito un’ottima sintonia. Ho contribuito a risolvere alcune situazioni: un anziano, ad esempio, non voleva mai mangiare e in mia compagnia ha ricominciato. Visti i risultati hanno scelto di continuare la collaborazione. 

«La mia soddisfazione più grande è vedere un anziano sorridere»

Che cosa stai facendo ora?
All’interno della Cooperativa, io seguo quasi tutti gli ospiti, ovviamente insieme al resto dell’équipe: assisto i medici nelle medicazioni con e tengo su il morale. La mattina inizia con la sveglia, la colazione, la palestra o la riabilitazione. Poi continuiamo con le attività ludiche o semplicemente ascoltando gli anziani, mantenendoli attivi e incoraggiandoli a raccontare le loro storie. 

«Sono felice del mio lavoro, non cambierei nulla»

Assistenti si nasce o si diventa?
Questa è davvero una bella domanda. Io credo di avere una dote innata, anche da bambina volevo stare con gli anziani, le loro storie mi affascinavano!