INTERVISTA A LILI MA

"Sono arrivata in Italia nel 1994 con la mia famiglia quando avevo quattordici anni – racconta Lili Ma, nata in Cina e residente a Mirandola in provincia di Modena – e ricordo che non mi è stato per niente facile inserirmi nella realtà di un paese i cui abitanti non erano assolutamente abituati alla presenza di persone di etnia cinese. I ragazzini miei coetanei chiamavano me e mia sorella maggiore ‘le cinesine’ e ci prendevano in giro per il nostro aspetto così diverso dal loro".

Hai frequentato le scuole italiane? Te lo chiedo perché parli benissimo la nostra lingua…

"Sì, le ho frequentate con un po’ di fatica. Mi ci sono voluti due anni per finire la terza media, a quel tempo non c’era nessun aiuto da parte della scuola, la mediazione culturale non esisteva. Però devo dire che questa situazione, se da un lato mi ha provocato vari problemi, dall’altro mi ha spronato a darmi da fare per apprendere al più presto la lingua: appena uscivo di casa dovevo parlare italiano e, per necessità, me lo sono dovuto imparare in fretta".

Sei andata anche alle superiori?

"Ho fatto i primi tre anni di ragioneria, ma poi ho dovuto lasciare ed entrare nel mondo del lavoro. Nel tempo ho svolto varie mansioni e fatto molte esperienze in giro per l’Italia, e proprio in questa fase della mia vita ho potuto rendermi conto che i miei compaesani avevano un forte bisogno di aiuto per integrarsi nella società italiana e che il più delle volte le istituzioni non erano in grado di fornire sufficienti servizi al riguardo. Da parte mia mostravo sempre la massima disponibilità a collaborare e mi accorgevo che, in effetti, i miei interventi riuscivano spesso a stabilire il giusto contatto per risolvere i problemi".

Facevi la mediatrice volontaria…

"Sì, stavo prendendo coscienza del fatto che le cose che facevo per altruismo potevano rappresentare una possibile professione. Il punto di svolta è arrivato nel 2005 quando, grazie a un conoscente che già collaborava come mediatore di lingua araba con la Cooperativa Sociale Onlus La Mano Sul Berretto, sono entrata in contatto con questa struttura. Da allora ho iniziato a svolgere non solo attività di alfabetizzazione e assistenza negli incontri con le famiglie nelle scuole ma anche di mediazione linguistica e culturale presso uffici comunali e di collocamento, questure, centri per stranieri, ecc.".

Quando ti sei iscritta all’Istituto Cortivo?

"Nel gennaio del 2010. Sentivo di aver bisogno di un titolo per poter continuare a svolgere sempre meglio le mie funzioni e devo dire di aver trovato anche più di un pezzo di carta. Gli studi sono stati davvero molto interessanti, mi hanno aiutato a capire e approfondire numerose tematiche e mi hanno consentito di perfezionare il livello del mio italiano. Ho sostenuto gli esami presso la sede di Bologna: così, da marzo 2012, sono un’Operatrice Multiculturale a tutti gli effetti. I responsabili della Cooperativa hanno molto apprezzato il mio impegno e tutto sta andando bene, sono davvero soddisfatta".

Che programmi hai per il futuro?

"Anzitutto vorrei concludere al più presto gli studi di ragioneria, che ho ripreso in una scuola privata. Mi servono perché, se la mattina lavoro per la Cooperativa, il pomeriggio sono invece impegnata in uno studio contabile e il diploma di ragioniera mi può dare una collocazione diversa da quella che ho oggi, rivolta soprattutto alla mediazione fra lo studio e i suoi clienti cinesi. Per il resto non penso di cambiare nulla, mi piace quello che faccio perché sento di poter essere utile agli altri".