Intervista a Bernadette Fraioli

Bernadette Fraioli, dopo una laurea di primo livello in Mediazione Linguistico Culturale, il corso di Operatore multiculturale all’Istituto Cortivo, un master in Religioni e mediazione culturale e una laurea magistrale in dirittura d’arrivo oppure in corso in Storia delle Religioni, lavora come operatore per l’integrazione presso l’Associazione Centro Astalli di Roma. Oggi, condivide con noi un po’ della sua storia nel mondo del sociale.

Ciao Bernadette, raccontaci una tua giornata tipo
Ciao a tutti, io vivo in provincia di Frosinone e lavoro a Roma. Quindi mi alzo sempre molto presto per prendere il treno, ma le mie giornate non sono mai tutte uguali. La mattina, insieme a un’equipe di collaboratori, mi sposto di aula in aula, nelle scuole medie e superiori di Roma e Provincia, per sensibilizzare i ragazzi ai temi delle migrazioni, del diritto di asilo, del dialogo tra diversità culturali e religiose. Diversi stagisti giungono dalla Sapienza Università di Roma, con la quale ho collaborato anche nell’organizzazione di seminari e studi che promuovono la multiculturalità e il dialogo interreligioso.

«Per lavorare nel sociale non basta studiare e prepararsi, bisogna scoprire qualcosa dentro se stessi, una motivazione forte che ci permetta di guardare al di là delle nostre convinzioni»

Parlaci di un progetto che ti è rimasto nel cuore
Prima d’iniziare a lavorare per l’Associazione Centro Astalli, attraverso l’Istituto Cortivo ho fatto un tirocinio in un centro interculturale di Roma con cui si è avviata, poi, una splendida collaborazione. Questa collaborazione mi ha permesso di accompagnare ragazzi, soprattutto bengalesi e cinesi, dai 6 ai 18 anni, per 4 anni nel loro percorso scolastico e formativo, ma anche nella loro vita personale e sociale. È stata un’esperienza davvero molto significativa per me, non la dimenticherò mai.

Che cosa ami del tuo lavoro?
Amo il fatto che sia necessario mettersi sempre in discussione e rivalutare le proprie convinzioni. Credo che il mio lavoro sia molto stimolante, che mi permetta di essere una cittadina migliore, più consapevole e informata, e che rafforzi la mia capacità di adattamento.

«Accogliere e conoscere quel che è diverso da noi, dal nostro modo di pensare e di vivere, ci dà la grande possibilità di diventare delle persone e dei cittadini migliori»

Che cosa, invece, vorresti cambiare?
Sono convinta che se nelle mie attività di sensibilizzazione fossero coinvolti anche gli adulti, come ad esempio i genitori dei ragazzi e i loro insegnanti, i risultati sarebbero molto più importanti e duraturi.