Intervista a Lucia Giarmoleo

“Mi sono iscritta all’Istituto Cortivo in un momento particolare della mia vita – spiega Lucia Giarmoleo, 21 anni, OSA per l’Infanzia, assunta da pochi giorni presso l’asilo nido ‘Mon Petit’ di Reggio Calabria – Avevo terminato il corso magistrale e il mio sogno era quello di formarmi come puericultrice a Milano. Purtroppo non ho potuto realizzarlo perché, in seguito a importanti problemi di salute, sono stata ricoverata all’Ospedale Gaslini di Genova. Ho dovuto ridimensionare i miei progetti e così mi sono iscritta all’Università della mia città, Reggio Calabria, per diventare Assistente Sociale. Gli studi erano interessanti ma non me la sono sentita di proseguire…”.

Perché?

“C’erano degli aspetti della professione che avevo scelto di fare che non mi andavano proprio, ad esempio l’allontanamento forzato dei bambini dalle famiglie… È uno dei compiti affidati alle assistenti sociali e la sola idea di ritrovarmi in un giorno in situazioni così emotivamente forti mi ha fatto desistere…”.

È per questo che ti sei iscritta all’Istituto Cortivo?

“Ho cercato su Internet un’altra opportunità e, scoperto il Cortivo, ho deciso di iscrivermi subito a tre specialità: infanzia, OSS e disabilità. Tutto questo agli inizi di quest’anno e, per quanto riguarda l’infanzia, in quattro mesi avevo già dato tutti gli esami. Ora, per ottenere l’attestato, mi manca solo la relazione finale e un’altra metà di tirocinio, che vorrei svolgere presso il reparto pediatrico del Gaslini di Genova: è un ambiente che conosco e sono ben consapevole di quanto un buon intervento educativo possa essere utile e significativo per quei bambini e ragazzi…”.

Hai una grande sensibilità e senza dubbio la malattia ti ha reso più matura. Non a caso, nonostante tu sia giovanissima, stai già lavorando…

“I bambini mi piacciono e lavorare con loro è una gioia. È una passione che ho scoperto grazie alla mia mamma, una bravissima baby sitter: sono figlia unica ma, grazie al suo lavoro, sono stata sempre a contatto con i bimbi. Questo mi ha certamente favorito come tirocinante e, infatti, l’esperienza al ‘Mon Petit’ è stata talmente positiva che la responsabile, pochi giorni prima che il tirocinio terminasse, mi ha chiaramente detto che non mi avrebbe lasciato andare via. È stata di parola: il 19 giugno scorso mi ha proposto un’assunzione a tempo indeterminato”.

Una soddisfazione!

“Sì, anche se il mio sogno è di lavorare al nord, magari a Milano dove c’è il mio ragazzo…”.

Trasferirti è un tuo progetto?

“Per il momento è prematuro parlarne. Oltre a lavorare al nido, infatti, sto terminando il tirocinio OSS, di cui una parte già svolta in Ospedale presso il reparto Maternità con mamme e nascituri. Attualmente sono impegnata presso una struttura per lungo degenti. Si tratta di anziani che hanno bisogno non solo di assistenza ma anche di tanta tenerezza… Anche loro sono un po’ bambini… Terminato questo percorso e svolta la seconda metà di tirocinio per l’infanzia, affronterò il corso OSA per la disabilità. A quel punto potrei davvero cercare di svolgere il tirocinio a Milano, una città dove ci sono importanti realtà per l’assistenza ai diversamente abili. Al momento però voglio dare il meglio di me ai piccolini del nido: qui ho molto da imparare e l’esperienza mi potrà senz’altro essere utile nel futuro per altri eventuali inserimenti lavorativi”.