Intervista a Vera Mani

Vera Mani lavora, oggi, alla Comunità Sirio, Centro Servizio per le Famiglie, di Treviglio. La sua è una vera e propria storia di vita, di viaggi, di scelte, di cambiamenti. E di coraggio.

Ciao Vera, perché ami tanto i bambini?

Nel mio Paese, l’Albania, ero un’insegnante. Sono arrivata in italia nel 2001, per dare un futuro a mio figlio e ho chiesto subito se la mia laurea fosse valida anche qui, ma ho ricevuto una risposta negativa. Mi sono adattata a fare tanti lavori diversi, ma l’insegnamento e il rapporto con i bambini mi è sempre rimasto nel cuore.

A scuola, l’insegnante di italiano di mio figlio, la professoressa Igini, mi ha coinvolta in moltissimi eventi e incontri di integrazione che mi hanno portata a raccontare la mia storia e a riscoprire che cosa significava stare al di là della cattedra. Queste occasioni mi hanno fatto tornare la voglia di rimettermi in gioco e così, a 45 anni, ho trovato l’Istituto Cortivo e ho cambiato vita. Di nuovo.

Credi che l’ambito del sociale dia prospettive lavorative?

Sinceramente, sentendo anche amici e colleghi che lavorano in altri ambiti del sociale, raramente succede che qualcuno resti senza lavoro. Credo di sì, secondo me basta mettersi in gioco e volerlo. 

«Non ho scelto questo lavoro per soldi, l’ho scelto per fare un regalo a me stessa e per rimettermi in gioco»

L’Istituto Cortivo ti ha aperto delle porte?

È un trampolino che ti spinge a saltare di più, ma tocca a te “nuotare”, ti spinge verso le porte, ma tocca a te bussare e saper aprirle! Il tirocinio è stato davvero molto importante e mi ha permesso di capire molte cose, di completare la mia formazione teorica. 

«Anche se mi sento pronta, credo che l’aggiornamento continuo in questo settore sia importantissimo. Ogni singolo caso è a sé e richiede competenze a sé. Per questo non bisogna mai smettere di voler imparare»

E la passione quanto conta?

Io l’ho sempre detto, anche quando ero insegnante: «per fare qualsiasi cosa bisogna sentirsela» e  soprattutto quando si lavora con le persone. Almeno in parte, bisogna avere una predisposizione caratteriale. Questo lavoro non si può fare solo per lo stipendio perché altrimenti non si riesce mai a dare il proprio 100%. 

«Questo lavoro lo devi amare, altrimenti invece di fare del bene fai del male. O peggio, non fai nulla»

Hai mai sognato di aprire un asilo tutto tuo?

All’inizio sì, mi sarebbe piaciuto davvero tanto, ma non sapevo ancora qual era la realtà nel mondo del lavoro. Durante il tirocinio ho preso più consapevolezza delle mie competenze e ho deciso che in questo momento ho proprio bisogno di fare quello che faccio, ma per il futuro non mi precludo nulla. Ho cambiato idea perché forse ho trovato soddisfazioni direttamente dalle persone, a prescindere dalla struttura in cui mi trovo.