Intervista a Valeria Raponi

“Per me – racconta Valeria Raponi di Terni, Assistente all’infanzia presso una comunità educativa che opera nella sua città – la crisi economica e il licenziamento hanno rappresentato l’occasione giusta per un cambiamento che ha positivamente inciso sulla mia vita. Fino a cinque anni fa, infatti, facevo la contabile. Perso il lavoro, ho accettato di fare la baby sitter per un’amica di famiglia con tre figli, di cui uno affetto da una rarissima forma di autismo. Un ragazzino che, a differenza di molti autistici, è molto estroverso…”.

In che modo questa novità ti ha cambiato la vita?

“Mi sono trovata a confrontarmi con una famiglia eccezionale. La mamma, avvocato, per seguire meglio il figlio autistico si è iscritta a Scienze dell’Educazione. È stata un grande esempio di determinazione e capacità di ripensarsi. In quel periodo il bambino trascorreva periodicamente alcune settimane a Milano presso un centro di Neuropsichiatria Infantile. A volte, quando la madre non poteva accompagnarlo, sono rimasta da sola con lui. Mi sono letteralmente innamorata di questo ragazzino: ho iniziato a seguirlo che aveva cinque anni. Oggi ne ha otto e sa parlare e leggere benissimo, un’evoluzione straordinaria la sua, a dimostrazione che, se si interviene bene, i successi non mancano. Insomma, il nuovo lavoro mi piaceva, mi affascinava… Stavo imparando cose nuove sull’handicap, ho persino appreso il linguaggio dei segni… Stavo vivendo un’esperienza umana e relazionale unica e così ho cominciato a intuire che potevo davvero investire le mie energie nella nuova realtà che stavo vivendo”.

Come sei arrivata all’Istituto Cortivo?

“In quel periodo mi giunsero varie informazioni da parte del Cortivo, così decisi di informarmi e poi di iscrivermi. Una scelta che rifarei subito”.

Come mai hai scelto l’area dell’infanzia e non quella della disabilità?

“Mi sono iscritta al corso per l’infanzia perché penso che per i bambini con handicap c’è già molto a disposizione mentre scarseggiano risorse e risposte per i bambini cosiddetti problematici, quelli con famiglie disastrate, con più difficoltà dal punto di vista emotivo-relazionale. Ho svolto il tirocinio con l’Associazione Nuova Vita Onlus, la stessa che poi mi ha assunta: hanno apprezzato il mio modo di stare con i bambini, la capacità di ascolto, l’interesse autentico nei loro confronti. Nel tempo, ho imparato a cogliere le infinite sfaccettature del disagio e, soprattutto, ad andare oltre le apparenze”.

Cosa ci puoi dire del percorso fatto con il Cortivo?

“Ho scelto bene. Non ho potuto seguire molto le lezioni dal vivo a causa del lavoro ma ho trovato davvero efficaci le video-lezioni; una formazione ottima da tutti i punti di vista, la cui validità ha trovato conferma anche nel confronto con le mie colleghe laureate in Scienze dell’Educazione e Formazione. Non c’è dubbio che il Cortivo mi ha fornito delle solide basi. Mi sono piaciuti anche gli esami, mi ha dato molta soddisfazione essere valutata sino in fondo. Non sono stati una pura formalità e, per chi come me ha studiato molto e con passione, questo momento finale ha rappresentato una fonte di immensa gratificazione”.

Torniamo al tuo lavoro: quanti minori segui in Comunità?

“Mi occupo di otto ragazzini, maschi e femmine, da 0 a 18 anni. Hanno esigenze diverse, esprimono disagi di varia natura e bisognerebbe fornire un’assistenza a misura delle loro esigenze; non sempre è possibile: si seguono delle linee guida ma, a volte, è necessario personalizzare l’intervento. A causa dei loro problemi spesso non sono in grado di capire e accettare perché si decida per ognuno in un modo e non in un altro”.

Abbiamo capito che attualmente stai svolgendo un lavoro che ti gratifica. Prospettive per il futuro?

“Assieme a delle colleghe, alcune psicologhe, altre assistenti, coltiviamo un sogno, quello di aprire a Terni un Centro Diurno Polivalente in grado di offrire a bambini e ragazzi opportunità educative, ludiche e di crescita personale che oggi in città scarseggiano. Per il momento ci stiamo solo pensando ma l’augurio è quello di dare concretezza alla nostra idea. Ed è anche in vista di questo progetto che mi sono nuovamente rivolta al Cortivo”.

Cioè?

“Mi sono iscritta al corso di Mediazione Familiare. Certa che anche questa volta l’Istituto sarà all’altezza delle mie aspettative. Desidero aumentare il mio livello di competenze per poter offrire un aiuto in più non solo ai minori ma anche ai loro genitori e a tutta la famiglia”.