Intervista a Simona Vasallucci e Danilo Suriani

Simona Vasallucci e Danilo Suriani, entrambi di Roma, sono, prima di tutto, marito e moglie, ma anche ex-studenti dell’istituto Cortivo con specializzazione Infanzia. Lei è la Rappresentante Legale dell’Associazione di Volontariato FuoriDellaPorta Onlus, mentre lui è il Rappresentante Legale dell’Associazione GABRIELE Onlus, con sede a Roma. Insieme, gestiscono la Casa Famiglia SIMPATIA. Una storia, la loro, fatta di intraprendenza, di coraggio e di tanta forza di spirito.

Com’è iniziata la tua storia professionale?
Simona: io ho iniziato nel 2000. Al tempo seguivo un corso universitario di tutt’altro indirizzo, ma frequentando gli spazi giovanili comuni mi sono resa conto che tantissimi ragazzi non avevano nessun luogo di riferimento che fosse, ad esempio, l’oratorio o altri posti di socializzazione. Insieme ad altre persone, ho iniziato a lavorare con i ragazzi e a essere presente nei loro ambienti: strade, discoteche, bar. Da qui, tutto ha continuato a evolvere fino a oggi: abbiamo iniziato a frequentare questi posti con metodo, orari fissi e periodicità; a entrare in relazione con i ragazzi, a conquistare la loro fiducia e a fare dei progetti. Un po’ alla volta, i ragazzi hanno iniziato a sentirci come dei riferimenti, a parlarci dei loro problemi. Successivamente, abbiamo aperto un centro diurno per far studiare i ragazzi con l’aiuto di volontari, uno sportello psicologico e una casa famiglia per minori dai 12 ai 18 anni.
Danilo: io svolgo questa attività per volontariato da oltre 10 anni. Anche se non è un lavoro, mi occupa molto tempo perché essere coordinatore di una casa famiglia non è un impegno da poco. È nato tutto dalla voglia di dare spazio agli adolescenti e a loro fianco creare opportunità, esperienze, sostegno e momenti di sana aggregazione.

Perché hai scelto il corso dell’Istituto Cortivo?
Simona: mi serviva un Attestato di studio adeguato per stare vicino ai ragazzi. Ho scelto l’Istituto Cortivo e devo dire che mi ha trasmesso molte competenze utili, tanto che poi l’ho consigliato anche a mio marito Danilo.
Danilo: l’ho scelto perché lavorando e andando spesso in trasferta non avevo la possibilità di frequentare un corso di laurea. E poi, ovviamente, anche perché Simona me ne aveva parlato molto bene. L’Istituto Cortivo mi ha trasmesso conoscenze teoriche e pratiche fondamentali per lavorare con gli adolescenti e nell’ambito del sociale.

Simona, tu sei responsabile dell’Associazione di volontariato FuoriDellaPorta Onlus che gestisce Il Centro Diurno e L’educativa di strada. Parlaci di queste due realtà.
L’Associazione FuoriDellaPorta si occupa di due attività principali: la presenza negli ambienti dei giovani, quindi in discoteche, piazze, scuole superiori e in strada e l’accoglienza dei ragazzi al centro diurno. Faccio un esempio concreto: qualche anno fa, con l’unità di strada che incontrava una comitiva presso il Centro Commerciale Cinecittà2 a Roma, abbiamo incontrato una ragazza di 15 anni che non andava più a scuola. Dopo un po’ di tempo ha iniziato ad aprirsi e ci ha raccontato che sognava di diventare parrucchiera, ma la mamma non poteva pagarle la retta scolastica. Così, abbiamo attivato una rete per farle fare il corso gratuitamente. Lei ha ripreso gli studi, ha concluso il percorso triennale, ha aperto un negozio e ha smesso di passare il tempo in strada. Ora è sposata e ha dei bambini. Casa SIMPATIA è una casa famiglia in cui ospitiamo ragazzi adolescenti, fino alla maggiore età, che per qualche motivo sono stati allontanati dai loro nuclei familiari. Ora stiamo mettendo in cantiere l’idea di creare una casa famiglia in cui i ragazzi che hanno già compiuto i 18 anni vengono avviati alla vita autonoma.

Danilo, sei il legale rappresentante dell’Associazione Gabriele Onlus di Roma e gestisci la Casa SIMPATIA con Simona. Due conquiste importanti.
Assolutamente sì. Ciò che ha permesso tutto questo è la follia pura, l’amore smisurato per i giovani. Le situazioni di disagio purtroppo aumentano in modo esponenziale di anno in anno e tanti ragazzi si trovano soli ad affrontare situazioni in cui regnano la droga, la prostituzione, le violenze. Dobbiamo fare qualcosa siamo noi tutti la loro famiglia. Creare la casa famiglia è un vero e proprio impegno imprenditoriale, ma a noi non interessa fare soldi, vogliamo far stare bene i nostri ragazzi e supportarli affinché possano scegliere il loro futuro. Siamo molto attenti anche agli educatori che lavorano nella casa famiglia: garantiamo loro una retribuzione adeguata e dei turni ragionevoli. Per fare del bene bisogna essere nelle condizioni di poter lavorare bene.

Ti piacerebbe accogliere i tirocinanti Cortivo?
Simona: sì, tantissimo. Credo che un tirocinio con gli adolescenti sia difficile da trovare, quindi sarebbe davvero una buona opportunità per chi sta imparando.
Danilo: assolutamente sì. Per 2 motivi: anch’io sono stato un tirocinante dell’Istituto Cortivo e quindi conosco la preparazione di chi fa questo percorso; l’altro motivo è soprattutto una speranza: in Italia non ci sono molte associazioni che vanno direttamente in strada a lavorare con gli adolescenti, ma credo che un tirocinante potrebbe imparare molto da un’esperienza di questo tipo. Al momento, inoltre, stiamo per avviare tre nuove strutture (ad esempio quella per l’autonomia dopo i 18 anni) e quindi mi farebbe comodo conoscere nuove leve. Chi promette bene potrebbe anche essere assunto.