Intervista a Sara Mancusi

Per Sara Mancusi, ischitana d’origine ma trasferitasi a Siena, l’incontro con l’Istituto Cortivo ha significato non solo poter accedere a una professione gratificante che la riempie di gioia ed entusiasmo ma anche il desiderio, maturato in seguito, di iscriversi all’Università, dove si sta per laureare in Scienze dell’Educazione e Formazione. Grazie al suo Attestato di Operatore Socio Assistenziale per l’Infanzia, conseguito in meno di un anno, Sara è oggi conduttrice di corsi per bambini in palestra, dove l’attività motoria è proposta come momento ludico ed educativo.

“Sì, sono molto grata all’Istituto Cortivo. Senza il percorso fatto e gli incoraggiamenti ricevuti non avrei mai sviluppato quella fiducia nelle mie capacità che mi ha permesso di lavorare ora con i bambini e con la prospettiva di crescere ancora professionalmente”.

Raccontaci come hai raggiunto i tuoi obiettivi…

“Dopo il diploma di operatore per servizi turistici e termali, quasi d’obbligo per chi nasce su un’isola turistica come Ischia, mi sono iscritta a Scienze della Comunicazione, un percorso che poi ho interrotto per motivi personali. Nel frattempo avevo iniziato a lavorare come animatrice diventando anche responsabile di miniclub nei villaggi turistici in Sardegna, un’esperienza che mi ha confermato la predisposizione che ho sempre pensato di avere nei confronti dei bambini. Ricordo che da piccola, nel gioco simbolico, amavo molto assumere il ruolo della mamma, un aspetto di me che a un certo punto ho pensato di valorizzare”.

E ti sei iscritta all’Istituto Cortivo…

“Ho conosciuto l’Istituto Cortivo in internet e inizialmente ero piuttosto scettica ma poi, dopo il colloquio con un informatore didattico della sede di Napoli, che mi ha spiegato nei dettagli com’era organizzato il corso di studi, mi sono decisa e mi sono iscritta. Mi sono talmente entusiasmata che ho concluso la formazione in otto mesi, compreso il tirocinio”.

Dove l’hai svolto?

“In parte collaborando a due progetti avviati dal Comune d’Ischia e per il resto con la Cooperativa Sociale Kalimera che gestisce un asilo nido con spazi aperti ad altre attività riservate ai bambini. Entrambe le esperienze mi hanno dato molto: con il Comune ho affiancato un’assistente sociale impegnata con bambini e ragazzini provenienti da famiglie in difficoltà e ho seguito a domicilio un piccolo con carenze affettive materne. Ho imparato molto, soprattutto a gestire la giusta distanza affettiva… Del tirocinio con Kalimera invece ho trovato gratificante soprattutto lo spazio che mi hanno concesso, che mi ha permesso di esprimere le mie competenze di animatrice ma anche di crescere come educatrice. Nell’animazione, infatti, tendo ad assumere un ruolo più ludico, da ‘coetanea’, mentre come Operatrice per l’Infanzia è necessario sviluppare quelle doti di autorevolezza e fermezza necessarie a un educatore che svolge il ruolo di adulto di riferimento, capace di contenere, guidare e far rispettare le regole”.

Dopo il tirocinio?

“I responsabili di Kalimera mi hanno chiesto di lavorare con loro. Ho accettato e sono rimasta per tutta l’estate. Però sognavo orizzonti più ampi e così ho lasciato l’isola. Ma con Kalimera è rimasto un bellissimo rapporto e mi è stato detto che, in qualsiasi momento volessi tornare, le loro porte rimarranno sempre aperte per me. È bello sapere che ci sono persone che credono nelle mie capacità…”.

Sappiamo che hai ripreso l’Università…

“Sì, un percorso facilitato dagli studi fatti con l’Istituto Cortivo e dal tirocinio: non mi è sembrato vero, ero iscritta a Scienze dell’Educazione come nel migliore dei sogni e, mentre studiavo, nelle pagine dei libri ritrovavo quello che quotidianamente sperimentavo all’asilo con i bambini. Una vera fortuna”.

E hai lasciato l’isola per il Continente…

“Amo Ischia, è la mia casa, le mie radici, ma limitava le mie aspirazioni. Attualmente vivo a Siena e lavoro in una palestra dove lavoro con i bambini. Non si tratta di sport e basta: ho impostato l’intero lavoro tenendo conto dello sviluppo in età evolutiva. Gli incontri iniziano nel cerchio, ognuno si presenta e inizia a socializzare. Poi c’è il riscaldamento con movimento libero al ritmo della musica seguito dalla formazione delle squadre, quindi ancora socialità, regole da seguire e rispettare, condivisione e aiuto a chi è in difficoltà. Si gioca, ci si muove, si cresce insieme e insieme ci si diverte… Sono strafelice, sento di aver acquisito nuove competenze, ma ho anche imparato a fidarmi della mia spontaneità e di capacità d’intuito”.

Progetti per il futuro?

“Vorrei andare all’estero per imparare una nuova lingua. A spingermi è lo spirito d’avventura di un’isolana che vuole approdare su altre sponde. In ogni caso, anche fuori dall’Italia vorrei continuare a lavorare con i bambini. Mi piace troppo il lavoro che mi sono scelta”.