Intervista a Sara della Vedova

Intervista a Sara della Vedova

Dopo essersi laureata in Scienze dell’Interculturalità, Sara Della Vedova di Gemona del Friuli ha lavorato come insegnante prevalente presso una scuola elementare paritaria. Scaduto il contratto, ha deciso di puntare sul sociale incrementando le sue competenze professionali.

“Avevo la sensazione che la sola laurea non bastasse e così ho cercato una soluzione adatta alle mie esigenze. Mi ero da poco sposata ed ero in attesa di un bambino, cercavo qualcosa di meno impegnativo dal punto di vista della frequenza. L’Istituto Cortivo era perfetto: potevo preparare gli esami a casa e, se necessario, potevo contattare i docenti in qualsiasi momento. Studiare non è stato difficile, ero fresca di studi universitari e quindi l’apprendimento teorico non mi ha richiesto particolari sforzi”.

Questo per la teoria. E per quanto riguarda il tirocinio?

“È stata una tappa fondamentale dell’intero percorso. L’ho svolto in una scuola paritaria dove seguivo due adolescenti, uno in affido a una Casa Famiglia e l’altro con difficoltà di apprendimento. È stata un’esperienza particolarmente significativa: lavoravo a contatto con persone capaci e collaborative, da cui ho imparato molto. Nel frattempo, ho preso contatti con la Cooperativa Chichibio, per la quale ho svolto attività nell’ambito del doposcuola e dei centri estivi. Diventata mamma e conclusa la formazione di OSA per la specializzazione Infanzia, mi è stata offerta l’opportunità di far parte dell’organico presso la Casa Famiglia Morars di Gemona”.

Di che lavoro si tratta?

“Di un part-time che mi occupa due mattinate alla settimana. Seguo a scuola una ragazza con disabilità motoria e cognitiva in affido alla Casa Famiglia. Il mio è un ruolo educativo e di sostegno scolastico, impegnativo, ma che mi soddisfa molto”.

Cosa ti piace del tuo lavoro?

“La sfida. Stare accanto a persone con problemi mi richiede di trovare sempre nuove soluzioni. Per fare un esempio: la ragazza che sto seguendo un giorno aveva la luna storta e in programma c’era la matematica. Ho fatto appello a tutta la mia fantasia e, per farle piacere la materia, ho utilizzato Pippi Calzelunghe e la sua simpatica bizzarria… La cosa importante è trovare strategie efficaci!”.

Hai progetti?

“Per ora sono molto contenta di ciò che sto facendo. Il lavoro mi gratifica e il part-time è perfetto per una neo mamma come me. Ho tutto il tempo per godermi la prima infanzia di mio figlio”.