Intervista a Sara Banzato, iscritta al corso per Assistente all’infanzia

È una sportiva prestata al sociale Sara Banzato di Vigodarzere in provincia di Padova, da poco iscritta al corso Assistente all’infanzia dell’Istituto Cortivo. Con un diploma di geometra e tre anni di università frequentando la Facoltà di Scienze Motorie interrotta poi per motivi familiari, Sara ha praticato da bambina la ginnastica artistica per poi dedicarsi all’atletica leggera.

“Lo sport mi è sempre piaciuto, fa parte di me. Purtroppo non ho potuto terminare gli studi in quanto ho dovuto stare molto vicina a mia madre in un momento particolare della nostra vita. Questo però non mi ha impedito di continuare a dedicarmi allo sport e al suo insegnamento”.

Come?

“Grazie a un corso specifico sono diventata tecnico allenatore per il settore giovanile e anche giudice di gara. Collaboro con l’Associazione Sportiva UnoAcento (ovvero da uno a… cent’anni) che lavora in convenzione con il Comune di Padova; organizziamo attività di vario genere, tenendo conto anche della dimensione ludica”.

È molto interessante…

“Sì, e soprattutto appassionante! Personalmente seguo un programma che coinvolge le scuole medie e le superiori con il progetto ‘Sport per tutti secondo ciascuno’: insegniamo ai ragazzi normodotati a comprendere la disabilità attraverso l’utilizzo di percorsi che simulano la cecità, la mancanza dell’udito, dell’autonomia motoria, ecc. I ragazzi sono entusiasti e partecipano con piacere. Sono inoltre tra i responsabili del progetto ‘Sport Anch’io’ dedicato ai giovani con disabilità intellettiva e inseriti in comunità… si tratta di momenti ludico-ricreativi, con la possibilità di giocare a calcio, pallavolo o semplicemente di divertirsi con la palla e altri attrezzi”.

Organizzate anche qualcosa per la terza età?

“Sempre in convenzione con il Comune abbiamo pianificato una serie di passeggiate di 5 chilometri che includono anche un momento culturale, dalla visita al museo a quant’altro”.

Un’attività che ti appassiona in particolare?

“Tre anni fa, consapevoli che i bimbi d’oggi, super tecnologizzati, non hanno più dimestichezza con il mondo immaginifico della narrazione, abbiamo deciso di utilizzare le vecchie fiabe della tradizione in chiave… motoria. Ne escono situazioni davvero entusiasmanti: prima raccontiamo la fiaba e poi organizziamo una serie di giochi di movimento che hanno come protagonisti gli elementi della favola. I bambini ne vanno pazzi e anche i genitori sono contenti”.

Come mai ti sei iscritta al Cortivo?

“Mi mancava un attestato che rendesse ufficiale e riconosciuta la mia esperienza. Di lavoro con i bambini ne ho svolto molto ma non ho titoli in mano che lo confermino. Per quanto riguarda il Cortivo sono solo agli inizi ma ne sono già entusiasta: il portale è completo, interessante e di facile utilizzo, i testi che sto studiando sono chiari e completi e, a seconda delle mie necessità, posso utilizzare le lezioni in sede o quelle on line”.