Intervista a Sabrina Lampis

Sabrina Lampis, di Vailate (CR), oggi educatrice all’asilo nido ‘Le Coccinelle’ di Vailate, ha finalmente realizzato il suo sogno di lavorare con i bambini. Oggi, ci racconta la sua storia lunga 13 anni.

Ciao Sabrina, da dove inizia la tua storia professionale?
Ho iniziato con una laurea in Scienze dell’Educazione, ma subito dopo, per alcuni anni, ho dovuto cambiare percorso, pur cercando di realizzare il mio sogno di lavorare con i bambini. Ho fatto la segretaria, l’impiegata, l’assistente di un amministratore delegato, la contabile. Dopo un’esperienza di servizio civile in un asilo nido, ho lavorato con i piccoli per 4 anni, fino a quando ho dovuto cambiare Regione passando dalla Toscana alla Lombardia. In Lombardia ho trovato tantissimi ostacoli: per anni non sono riuscita a fare neanche un colloquio, in molti casi non mi è stata data nemmeno l’opportunità di presentarmi.

Come mai ti sei iscritta al corso dell’Istituto Cortivo?
Ho scelto il corso dell’Istituto Cortivo perché mi serviva un biglietto da visita in Lombardia per rientrare nel mondo dell’assistenza. Il corso è stato il mio ultimo tentativo e devo dire che ha fatto la differenza, mi ha permesso di ricominciare.

Poi hai svolto un tirocinio all’asilo nido di una nostra ex allieva del Cortivo, com’è stata l’esperienza?
All’inizio non sapevo che l’asilo nido ‘Le Coccinelle’ fosse di una ex allieva del Cortivo, poi quando ho conosciuto Jessica ho scoperto che avevamo molte cose in comune. L’esperienza è stata molto positiva e lei è una persona meravigliosa. Ha un altro asilo nido a Cremona, quindi non ci vediamo tutti i giorni, ma il rapporto che si è instaurato, con lei e con le altre educatrici, è bellissimo.

E alla fine del tirocinio sei entrata a far parte dello staff, com’è andata?
Esatto, dopo un paio di settimane mi hanno dato la bella notizia e da lì è cambiato tutto: ho iniziato a essere presentata alle famiglie come educatrice del nido, ad avere un ruolo diverso. L’asilo stava già cercando una figura come la mia, ma diciamo che la vera fortuna è stata incontrare persone che hanno riconosciuto la mia professionalità e l’hanno valorizzata.

Una gran bella soddisfazione…
Un’enorme soddisfazione, visto il mio percorso in salita e le tante delusioni accumulate in 13 anni di tentativi. Ad esempio, a Natale le famiglie dei bambini mi hanno fatto un regalo, così come a tutte le altre educatrici: è un piccolo gesto che ha dato senso a tutte le difficoltà che ho dovuto superare finora. È bellissimo sentire che qualcuno ti ringrazia perché fai il tuo lavoro con amore.

Nell’ambito del sociale quanto conta, secondo te, la formazione?
È assolutamente fondamentale. Se non sei formata, rischi di essere approssimativa. Inoltre le famiglie hanno bisogno di persone preparate che facciano fare ai bambini un percorso educativo e stimolante per crescere, con un piano ben definito. È indispensabile continuare ad aggiornarsi e non pensare di sapere tutto solo perché hai concluso un percorso di studio.

Hai sogni nel cassetto per il futuro?
Ho rincorso il mio sogno per 13 anni e ora sento di averlo realizzato. Sono molto felice e voglio continuare a costruire piano piano, giorno dopo giorno, quello che sto vivendo adesso.