INTERVISTA A PATRICIA ZAPPONE

INTERVISTA A PATRICIA ZAPPONE

"Sono nata negli Stati Uniti – racconta Patricia Zappone – e, sebbene mia madre mi avesse portata in Italia all’età di 15 anni, avevo da sempre il sogno di ritornare in quel Paese e diventare insegnante di italiano per gli americani. Proprio per conseguire questo obiettivo mi sono diplomata al liceo linguistico e poi ho conseguito la laurea in lingue. Il destino aveva però deciso diversamente: subito dopo la laurea, infatti, mi sono sposata, ho avuto tre bambini e ho continuato a vivere a Cercemaggiore, la mia piccola cittadina in provincia di Campobasso".

Come mai il tuo percorso si è incrociato con l’Istituto Cortivo?

"È una lunga storia, che inizia ancora anni fa quando ho cominciato a lavorare come insegnante di lingua inglese in una scuola privata. Tra i vari corsi d’inglese ce n’era anche uno rivolto ai bambini, e devo dire che era senza dubbio quello che mi dava le più grandi soddisfazioni, non solo per la facilità di apprendimento dei piccoli, ma anche per il bellissimo rapporto che riuscivo ad instaurare con loro. Così mi sono resa conto che ero molto portata per lavorare con l’infanzia, cosa che poi ha trovato conferma anche crescendo i miei figli di cui oggi uno ha cinque anni mentre gli altri due, i gemellini, ne hanno quattro. A partire da questa constatazione, ho cominciato a pensare che forse potevo tentare di aprirmi una strada professionale nell’assistenza all’infanzia. Per cominciare bene, però, mi serviva un titolo spendibile in tal senso, ed è stato così che mi sono iscritta all’Istituto Cortivo".

L’hai scelto per caso?

"No, ci ho pensato bene. Mi piaceva l’offerta formativa, tante belle materie, un programma approfondito e poi il tirocinio, il contatto concreto con la quotidianità del lavoro. Per diventare Operatore Socio Assistenziale per l’Infanzia mi mancano solo cinque esami e il tirocinio, che spero proprio di tenere nella ludoteca che sto per aprire".

Stai aprendo una ludoteca?

"Sì, assieme a mia cognata. Anche se conta solo 5.000 abitanti, nel paese dove vivo ci sono tanti bambini e manca una struttura del genere, dove le famiglie possano lasciare i figli in buone mani piuttosto che davanti alla televisione. Abbiamo già ricevuto richieste e individuato il locale, 200 mq coperti e uno spazio all’esterno, manca solo il finanziamento che abbiamo chiesto alla Regione, ma dovrebbe essere ormai questione di poco tempo".

Come pensi di organizzarla?

"Ho tante idee in cantiere, grazie anche al fatto che a Villa Ottoboni, la sede dell’Istituto Cortivo dove sono recentemente venuta per partecipare al corso di Impresa Sociale, ho incontrato tante persone che, come me, avevano un progetto in testa e con le quali mi sono scambiata pareri e suggerimenti molto utili. Penso di tenerla aperta tutto il giorno e di organizzarla come un centro polifunzionale, adatto a soddisfare le esigenze di bimbi dai dodici mesi ai dieci anni. La mattina i più piccoli sino ai tre anni, che ancora non possono andare alla scuola materna, nel primo pomeriggio quelli delle elementari con servizio di doposcuola e, dalle quattro e mezza alle sette e mezza, quelli usciti dall’asilo, ma che hanno i genitori ancora al lavoro".

Hai pensato proprio a tutto…

"Certo, ci saranno ambienti e attività adatte alle varie fasce d’età: la stanza morbida, la tana per dormire, la sala merenda, i laboratori ludici, di stimolazione sensoriale, di danza, di creatività, i corsi di inglese e di informatica, i giochi all’aperto e il giardinaggio nella bella stagione. In più, saremo disponibili a concedere gli spazi il sabato per le feste. Non vedo l’ora di cominciare, sarà una cosa splendida…".