Intervista a Magdana Bakradze

“Sono nata in Georgia a Kutaisi, la seconda città georgiana – ricorda Magdana Bakradze di Legnago in provincia di Verona – e lì ho vissuto e studiato fino ad ottenere la laurea in lingua e letteratura francese. Poi, per approfondire la conoscenza di quella cultura e di quell’idioma, mi sono recata a Parigi, dove ho vissuto presso una famiglia: per guadagnarmi il vitto e l’alloggio più qualche soldino facevo la baby sitter ai bambini di casa. Ed è stato proprio nella Ville Lumière che ho incontrato mio marito, georgiano ma residente in Italia. Dovevo scegliere, o restavo in Francia o seguivo l’amore, e ho deciso di venire a Legnago”.

Come ti sei trovata?

“Bene, ma nonostante fossi diventata mamma e ormai avessi una famiglia a cui badare, la mia spinta verso lo studio continuava ad essere molto forte. Ho provato a valutare varie possibilità e tutte avevano qualche controindicazione, o costavano troppo o richiedevano una continuità di frequenza che non potevo assicurare. Poi, però, cercando in internet, ho trovato l’Istituto Cortivo: economicamente accessibile, non richiedeva una presenza costante e proponeva un programma ricco di materie stimolanti e professionalizzanti”.

Ti sei iscritta?

“Sì, per la specializzazione Operatore Socio Assistenziale per l’Infanzia. Frequentavo la sede di Verona solo per dare gli esami che preparavo sui libri, ottimi. Avevo solo qualche difficoltà con i termini più tecnici ma, con l’aiuto di un buon dizionario, riuscivo a risolvere ogni incertezza. Così sono giunta al momento del tirocinio… Non era facile trovare una struttura che mi accogliesse, i pochi asili in zona avevano una lunga lista di aspiranti. Poi, però, un colpo di fortuna! Nell’ottobre del 2012 una mia amica georgiana laureata in giurisprudenza ha aperto una ludoteca proprio a Legnago, aveva bisogno di aiuto e mi ha preso come tirocinante. Da allora lavoro lì, e mi piace tanto”.

Sei stata assunta?

“Dopo le 300 ore di tirocinio ho continuato a portare avanti i miei impegni, senza interruzione, neanche per un giorno. È passato un anno e continuo a trovarmi benissimo, con la mia amica e con i bambini. Ne accogliamo tanti, in questi primi dodici mesi ne saranno passati circa 600, di età variabile da un anno a 11 anni, e la cosa che mi appassiona di più è che ogni bimbo ha le sue caratteristiche, bisogna conoscerlo, capirlo, rispondere alle sue esigenze. Non è facile ma mi dà tanta soddisfazione quando li vedo contenti e rilassati, desiderosi di ritornare al più presto a trovarci”.

Com’è organizzata la struttura?

“Abbiamo grandi spazi, due sale per 240 metri quadrati e, oltre alla normale gestione dei bambini che i genitori lasciano qui a giocare per un paio d’ore, organizziamo anche feste, di compleanno o a tema per le più diverse occasioni, Natale, Pasqua, Halloween, Carnevale, ecc.”.

I bambini vengono tutti da Legnago?

“Per la maggior parte sì, ma tanti anche dai paesi intorno perché nella zona non c’è quasi niente per il tempo libero dell’infanzia…”.

Hai qualche aspirazione per il futuro?

“Vorrei tornare in Georgia. So che hanno aperto una scuola e un asilo per i figli degli italiani che lavorano là, diplomatici e dipendenti di aziende. Ecco, potrei prendere due piccioni con una fava, tornare nel mio paese di origine e lavorare con i bambini, sarebbe stupendo!”.