Intervista a Linda Signorino Gelo: corso di Assistente all’infanzia

Linda Signorino Gelo di Milano è un turbine di entusiasmo: studia all’Istituto Cortivo per diventare Assistente all’infanzia, organizza eventi, si occupa di animazione e ama a dismisura i bambini. La formazione continua, per Linda, è fondamentale per mantenere vive e per sviluppare le proprie propensioni personali. Lasciamo direttamente a lei la parola per presentarsi con la spontaneità che la caratterizza.

Ciao Linda, tu stai frequentando il corso per diventare Assistente all’infanzia. Come va?
Sta andando molto bene! Al momento ho dato i primi esami. Ho iniziato un po’ a rilento, perché subito dopo essermi iscritta ho avuto dei problemi in famiglia. Il corso dell’Istituto Cortivo però mi ha permesso comunque di coniugare gli imprevisti della vita alle mie aspirazioni professionali, se sto ancora studiando è grazie a questa opportunità.

Che cosa ti ha portata a scegliere il percorso dell’Istituto Cortivo?
Io lavoro già con i bambini, faccio animazione e spettacoli da diversi anni, ho lavorato anche nei villaggi turistici e poi ho ripreso andando a casa delle famiglie a fare spettacoli. In alcuni centri estivi, ho scoperto la meraviglia dei bambini con difficoltà, ma nonostante la pazienza e la sensibilità non riuscivo a fare di più per loro perché non avevo le competenze idonee. L’idea di rimettermi a studiare è nata da qui.

«Mi sono iscritta anche con la volontà di comprendere meglio, un giorno, i miei futuri figli»

Come pensi possa esserti utile la specializzazione in assistenza all’infanzia?
La mia idea è di aprire una ludoteca per coniugare anche la mia attività di gioco e stare a stretto contatto con i bambini tramite il divertimento. È ovviamente un’idea ancora in costruzione, perché io sto cambiando e insieme a me cambieranno sicuramente anche le mie idee, ma in ogni caso questa esperienza mi permette di avere un approccio migliore con i bambini che frequento già quando faccio i miei spettacoli.

Consiglieresti lo stesso corso ad altri ragazzi che vogliono fare il tuo mestiere?
Sì, assolutamente. La preparazione è adeguata e tutto quello che apprendo è utile. Tra poco, ad esempio, avrò un esame di psicopedagogia che mi sta davvero arricchendo oltre che confermando tante idee che avevo già dentro di me, come ad esempio il valore fondamentale della formazione continua.

«Studiare i bambini mi permette prima di tutto di capire me stessa, di fare i conti con la mia storia»

Che cosa serve, secondo te, per fare questo lavoro?
Serve tanta pazienza. Bisogna essere predisposti a lavorare con l’infanzia, bisogna avere una grande empatia. Certo, tutto si può acquisire e sviluppare, ma la predisposizione di base è fondamentale, soprattutto nei momenti più complicati, ma anche ad esempio per mettere in gioco la volontà di comprendere chi si ha davanti, non solo la capacità di mettere in pratica ciò che si è appreso dai libri.

«La cosa più bella di lavorare con i bambini? Il sorriso che ti regalano, l’innocenza che hanno, la loro splendida ingenuità nei confronti della vita»