Intervista a Ionica Monticelli

Il talento ce l’hai o non ce l’hai, e a Ionica Monticelli di Avellino il talento per il sociale non manca davvero. Lo dimostra il suo percorso di studi e professionale, denso di esperienze pratiche e lavorative di tutto rispetto. Diplomatasi al liceo di scienze sociali, dopo un periodo trascorso presso il centro per migranti gestito dalla Cooperativa Dedalus si iscrive all’Istituto Cortivo con il quale consegue due attestati come Assistente all’infanzia e Operatore multiculturale.

“Nel frattempo ho portato a termine uno stage presso la CGIL che mi ha visto impegnata nella stesura di un progetto per l’avvio di una biblioteca multietnica, iniziativa che ho sottoposto al Comune di Avellino e che spero possa al più presto concretizzarsi. Mi sono data molto da fare in questi anni: ho dedicato tempo alla formazione ma ho anche lavorato. Mi sono laureata in Scienze dell’Educazione e ho collaborato con il Centro d’Ascolto per migranti della Caritas locale. A Roma ho inoltre conseguito una formazione LIS di primo livello nella lingua dei non udenti”.

Sei molto attiva…

“È una vera passione la mia e posso dire di aver acquisito un bel bagaglio di esperienze, soprattutto nel campo della multiculturalità. I miei interventi si sviluppano nell’ottica dell’inclusione perché penso che un fenomeno complesso come quello dell’immigrazione vada gestito con intelligenza e con i giusti mezzi, a partire dai bambini”.

Ultimamente in cosa sei stata impegnata?

“Lo scorso giugno è terminata la mia collaborazione con Altea, associazione che in convenzione con il Comune e in base a un progetto ministeriale ha gestito a partire dall’ottobre del 2014 un servizio di pre e dopo scuola finalizzato a garantire ai genitori che lavorano un’assistenza qualificata per i loro figli. Oltre all’accoglienza al mattino prima dell’apertura delle scuole, abbiamo offerto al pomeriggio sino alle cinque varie attività: laboratori creativi, psicomotricità, teatro e supporto all’apprendimento scolastico. Un servizio molto apprezzato dalle famiglie che spero il Comune finanzi anche il prossimo anno”.

Puoi raccontarci della tua esperienza con l’Istituto Cortivo?

“Ottima da tutti i punti di vista. Per me rimane un punto di riferimento importante per ciò che riguarda il mondo del sociale. Tra l’altro sono stati proprio i tirocini, che ho svolto presso una ludoteca e con la Caritas, a darmi lo slancio definitivo per iscrivermi all’Università sancendo così definitivamente la mia scelta lavorativa”.

Il futuro come lo vedi?

“Mi piacerebbe tanto poter attuare il progetto della biblioteca multietnica, uno spazio per bambini e adulti, italiani e stranieri, da dedicare alla lettura, all’apprendimento della lingua italiana e allo scambio culturale, con la presenza anche di un servizio online finalizzato ai ricongiungimenti familiari a distanza”.

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“È un’idea che coltivo da tempo e che condivido con alcune amiche colleghe. Il sogno è di aprire una ludoteca aperta e flessibile e, naturalmente, multietnica”.