INTERVISTA A GIULIA LUNARDI

INTERVISTA A GIULIA LUNARDI

Fin da bambina sognavo di fare l’avvocato e così, dopo il diploma del liceo socio-psicopedagogico, mi sono iscritta a Giurisprudenza. Ci ho provato, ma la realtà è molto diversa dall’idea romantica che avevo di questa professione… Ho mollato l’università a cinque esami dalla laurea, ormai completamente svuotata da qualsiasi motivazione.

Giulia Lunardi ha lavorato negli ultimi mesi per l’Associazione Pozzo di Giacobbe Onlus di Quarrata in provincia di Pistoia. Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia, appartiene alla numerosa schiera di ex allieve dell’Istituto Cortivo.

Quando ho smesso con l’università mi sono guardata attorno e ho deciso di ricominciare da quello che sapevo e che mi piaceva fare. Il diploma mi aveva fornito solide basi teoriche e avevo già fatto del volontariato con i bambini. Quindi, quando ho visto la pubblicità dell’Istituto Cortivo su una rivista, ho spedito un’email. Me ne aveva parlato bene anche un’amica iscritta a Scienze della Formazione, diceva che poteva essere una buona scelta per me. Aveva ragione, era il percorso più adatto alle mie esigenze, rapido e coerente con gli studi già fatti. Infatti non ho usufruito delle lezioni, la teoria mi era familiare e ho potuto completare le mie conoscenze con materie che non avevo mai studiato e con il tirocinio.

Insomma, con l’Istituto Cortivo ti sei trovata bene…

Sì, è stata una buona esperienza e mi ha consentito di accedere ancora prima del titolo a una buona opportunità di lavoro.

Cioè?

Pochi mesi prima di presentare la relazione finale, l’Associazione presso la quale svolgevo il tirocinio mi ha offerto un’assunzione temporanea. Considero il tirocinio il momento centrale della formazione; per l’allievo è l’occasione ideale per far vedere le proprie competenze. Nel mio caso ha funzionato, e così ho potuto iniziare un lavoro che mi piace moltissimo, a fianco dei bambini.

Di cosa si tratta?

L’Associazione gestisce un centro diurno per minori da 6 a 15 anni. Svolgiamo soprattutto attività di aiuto scolastico pomeridiano. Sono tutti ragazzini di strada, segnalati dai servizi sociali. Certo, agli inizi non è stato facile: sono piuttosto diffidenti ma, superate le piccole difficoltà, il rapporto con loro diventa gratificante: mi raccontano di cosa combinano a scuola, dei loro amori… alcuni sono davvero ragazzi impegnativi, ma con un po’ di polso e di disponibilità all’ascolto, non è difficile riportarli alle loro responsabilità.

Pensi di cercare un’occupazione più definitiva?

La speranza è quella. Spedirò in giro il mio curriculum, sono fiduciosa. Mi piacerebbe lavorare in una scuola per l’infanzia: i bambini piccoli mi piacciono moltissimo.